Storie Web lunedì, Aprile 13

“Ho convocato l’assemblea del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera per domani sera. In quella sede, considerando conclusa la mia esperienza di presidente, formulerò una proposta per la successione a questo incarico. È mia ferma intenzione continuare con la stessa intensità il mio impegno politico e il mio sostegno al governo guidato da Giorgia Meloni”. Così in una nota Paolo Barelli, presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera. 

Al termine di un incontro a palazzo Chigi, aveva detto ai cronisti che non si era dimesso, smentendo le voci che avevano cominciato insistentemente a circolare. “Mica il capogruppo è roba mia, quando sarà il momento dirò che faccio altro semmai. A me non mi ha dimesso nessuno, avete parlato di firme, non ci sono firme, peraltro è pure brutto. Non è che a me mi pagano per fare il capogruppo. Detto questo si parlerà, si ragionerà, il mio riferimento è il gruppo, non è l’esterno. Io sono stato eletto dal gruppo”. 

Barelli, che ha detto di essere stato a palazzo Chigi per parlare con dei “funzionari per problemi legati a provvedimenti sulla sanità”, ha rivendicato i risultati della sua guida del gruppo. In quel ruolo, ha spiegato, “mi ha indicato Silvio Berlusconi, sono stato eletto dai deputati. In quel momento i parlamentari erano 44, come i gatti, oggi sono 54, 10 di più che significa il 25% di incremento, non gli è stato promesso nulla, sono venuti perché hanno fiducia nel capogruppo, nel partito di Forza Italia. Questi sono dati reali. Dopo di che, morto un Papa se ne fa un altro. Siamo tutti indispensabili e nessuno lo è”. “Detto questo, non è un problema, tra un anno si vota e dobbiamo vincere le elezioni. Non è che uno è pagato di più o di meno, non è quello il tema. Ma i dati sono questi. Poi, se il signore, o chi guida le truppe, ritiene cose diverse, ho tante cose da fare. Non è che sto lì incollato”, 

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