Il Pnrr ha impresso una decisa spinta alla ripresa degli investimenti pubblici con l’importo dei bandi per lavori che, nell’ultimo quinquennio, ha rappresentato in media il 3,6% del Pil, oltre il doppio del decennio precedente, di cui circa un quinto finanziato o cofinanziato con le risorse del Piano. E dal Recovery Plan è arrivata anche una importante accelerazione al miglioramento dell’efficienza delle procedure di spesa e della gestione degli appalti pubblici, nonostante i limiti ancora esistenti nella capacità amministrativa e nella dotazione di personale di alcuni enti: alla fine del 2025, era stato assegnato l’85% delle risorse del Pnrr e ne era stato speso il 54 per cento, quasi 10 punti percentuali in più rispetto a quanto si era registrato per i fondi di coesione del ciclo 2014-2020 considerando lo stesso stadio di attuazione. Senza contare che anche i tempi di realizzazione delle opere pubbliche si sono ridotti, soprattutto nelle fasi che ricadono sotto il controllo diretto delle amministrazioni, come quella di affidamento.
Il focus sul Pnrr
È questa la fotografia scattata dalla relazione annuale della Banca d’Italia che, in due distinti focus, esamina l’attuazione del Pnrr nelle sue fasi conclusive e l’impatto sugli appalti pubblici. L’esame prende le mosse dallo stato di avanzamento del Recovery Plan, i cui progetti dovranno essere conclusi entro il prossimo 30 giugno: l’Italia ha incassato finora il trasferimento di circa 166 miliardi, di cui poco più di 60 per sovvenzioni. Le rate delle quali si è ottenuto il versamento corrispondono al completamento di 261 traguardi e 155 obiettivi: sono stati conseguiti quasi tutti i risultati legati alle riforme e oltre il 60% di quelli relativi agli investimenti.
La decima e ultima rata
Se l’esito della valutazione sarà favorevole, l’Italia incasserà anche la decima e l’ultima rata del finanziamento, pari a 28,4 miliardi. Il pagamento è condizionato al raggiungimento di un numero elevato di traguardi (34) e obiettivi (125) nel primo semestre del 2026, dopo che nel 2025 sono stati raggiunti 32 traguardi e 50 obiettivi. Per quanto riguarda le riforme incluse nell’ultimo miglio, dovranno essere verificati i miglioramenti nella giustizia civile e nei tempi di pagamento delle Pa. Mentre, sul fronte degli investimenti, gli ambiti sono diversi: si va dalla digitalizzazione e realizzazione delle reti Internet veloci al potenziamento della rete elettrica, fino ai centri per l’impiego e alle strutture sanitarie di prossimità.
L’impatto del Pnrr sugli appalti pubblici
L’analisi della Banca d’Italia, che ricorda anche le diverse revisioni alle quali è stato sottoposto il Piano, in parte dovute alle mutate condizioni di contesto, si sofferma poi sull’impatto del Pnrr nella realizzazione degli appalti pubblici. E qui la relazione di Via Nazionale evidenzia innanzitutto i correttivi introdotti dal Recovery per favorire una più rapida realizzazione degli investimenti pubblici, dal rafforzamento dei sistemi di monitoraggio da parte degli enti nazionali ed europei al potenziamento dell’assistenza tecnica alle amministrazioni aggiudicatrici. A questo, si sono poi affiancati anche lo stanziamento di fondi ad hoc e la possibilità di assumere personale dedicato, solo per citare alcuni interventi.
Il cambio di passo
Questo cambio di passo si è riflesso nei risultati che la relazione mette insieme utilizzando i dati dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), delle Casse edili e del portale Italia Domani: i bandi del Piano, si legge nell’analisi di Banca d’Italia, «hanno avuto una probabilità di aggiudicazione vicina al 90%, quasi 20 punti percentuali in più di contratti simili ma non afferenti al Pnrr; i tempi di aggiudicazione sono stati inferiori di circa 10 giorni (-19%)». Dati che sono riconducibili soprattutto alla condizionalità delle risorse rispetto al raggiungimento degli obiettivi. E l’effetto è stato altresì amplificato dal ricorso a stazioni appaltanti qualificate per l’espletamento delle gare. Con un ulteriore beneficio a valle: i Comuni che hanno gestito un importo di bandi per i progetti del Pnrr relativamente maggiore, a parità di altre caratteristiche, hanno migliorato anche la fase di aggiudicazione di appalti non finanziati dal Piano.












