Storie Web mercoledì, Agosto 5

Poca informazione, scarsa conoscenza, resistenze ingiustificate: i conti di base sono meno diffusi in Italia rispetto agli altri paesi e la Banca d’Italia, con un invito che assomiglia molto ad un monito, chiede alle banche, a Poste Italiane e agli altri prestatori di servizi di pagamento, di promuoverne la conoscenza e la diffusione e a favorirne l’accesso, “in particolare da parte della clientela più vulnerabile”. E nel farlo l’istituto sottolinea che le analisi evidenziano che “talvolta l’accesso a questo prodotto è ostacolato o scoraggiato in modo ingiustificato”.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Cos’è il conto di base

Il conto di base, introdotto da una direttiva Ue del 1992, è un conto corrente che offre l’operatività fondamentale pensato per rendere i servizi bancari accessibili a tutti, ha un canone annuo ridotto e sotto una certa soglia di reddito è gratuito. Un passo importante per l’inclusione finanziaria che ha però trovato molti ostacoli sulla sua diffusione. Ora, nella sua comunicazione Bankitalia indica anche un termine per adeguarsi: quello del 30 novembre di quest’anno, quando le Compliance e l’Internal Audit “dovranno aver completato le verifiche sulla piena coerenza degli assetti, delle procedure e delle prassi con le previsioni normative e le aspettative di questo Istituto, in modo da assicurare il definitivo superamento di ogni ostacolo all’accesso al conto di base”.

Diffusione limitata

L’Istituto sottolinea che “la diffusione del conto di base tra i consumatori è ancora limitata, anche in confronto con altri paesi dell’Unione europea” e che ci sono “numerosi casi in cui l’accesso al prodotto è ostacolato o scoraggiato in modo ingiustificato”. In dettaglio tra le principali problematiche emerse sono il mancato inserimento del conto di base nel catalogo dei prodotti offerti o l’incompletezza dei servizi essenziali ad esso collegati ma anche scarsa conoscenza del prodotto da parte del personale e “resistenze ingiustificate” nei confronti di richiedenti che ne hanno potenzialmente diritto (ad esempio, soggetti non residenti ma legalmente soggiornanti nell’Ue, soggetti riconducibili genericamente a categorie considerate ad alto rischio di riciclaggio, soggetti con condizioni patrimoniali e finanziarie precarie)“; nodi segnalati anche dai consumatori e da associazioni di categoria che parlano anche di mancanza di trasparenza nelle motivazioni del rifiuto e offerta di prodotti alternativi più costosi per il cliente.

Adattare i sistemi informatici

Bankitalia chiede quindi tra l’altro che siano effettuati gli aggiornamenti necessari per adattare gli applicativi e i sistemi informatici ”per gestire anche informazioni e documenti non ordinari (ad esempio, codice fiscale provvisorio non alfanumerico o ricevuta della domanda di permesso di soggiorno) e che sia data “specifica e adeguata pubblicità al prodotto, evidenziandone la gratuità per i clienti vulnerabili, nei siti web degli operatori, nei canali digitali utilizzati (ad esempio, le app) e nei locali destinati al pubblico (ad esempio, mediante affissione di avvisi) e realizzati programmi formativi a favore degli addetti alla rete di vendita sulle caratteristiche del conto di base.

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