Storie Web lunedì, Maggio 25

Banconote false vendute su Telegram, pagate in Bitcoin e spedite con logiche da e-commerce criminale. La contraffazione monetaria, secondo la Procura di Napoli, correva dentro un circuito digitale fatto di canali criptati, blockchain, criptovalute, identità online e spedizioni schermate. Ma a incrinare il presunto sistema non sarebbe stata solo la tecnologia investigativa. Sarebbe stato il fattore umano: social network, gaming, nickname personali, immagini pubblicate in rete, tatuaggi e segni distintivi finiti nei video promozionali.

È il cuore dell’indagine “Domino”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e condotta dai Carabinieri della Sezione Criptovalute del Comando Antifalsificazione Monetaria, con il supporto delle articolazioni territoriali dell’Arma.

Sono stati eseguiti 12 arresti, di cui 10 in flagranza e 2 all’estero. Sono inoltre 61 i soggetti deferiti in stato di libertà per associazione a delinquere, falsificazione monetaria e autoriciclaggio.

La Procura segnala anche il sequestro di mezzi, strumenti informatici e canali telematici utilizzati per commettere i reati. A questi si aggiungono denaro, beni immobili e beni mobili nella disponibilità degli indagati fino alla concorrenza di 536.880 euro.

Il canale “ELREAL SHOP”

Pur con una rete proiettata anche all’estero, il presunto gruppo avrebbe mantenuto il proprio baricentro operativo nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Da lì, secondo la Procura, l’organizzazione avrebbe sfruttato il canale Telegram criptato “ELREAL SHOP”, usato per pubblicizzare la vendita di banconote false in Italia e fuori dai confini nazionali.

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