Storie Web mercoledì, Giugno 10

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato il nuovo decreto sugli autovelox che disciplina in modo organico le procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità. L’obiettivo è quello di superare le numerose incertezze normative e applicative che negli ultimi anni hanno alimentato un vasto contenzioso tra automobilisti e amministrazioni locali.

Quadro «certo e omogeneo»

Secondo il ministero, infatti, il provvedimento introduce un quadro regolatorio «certo e omogeneo», capace di garantire l’affidabilità delle misurazioni, la tracciabilità delle verifiche tecniche e la tenuta giuridica delle sanzioni elevate tramite i dispositivi di controllo della velocità.

Le polemiche e i ricorsi

Il decreto arriva al termine di una lunga stagione di polemiche sugli autovelox. Negli ultimi anni diverse sentenze hanno infatti messo in discussione la validità delle multe elevate da apparecchi privi di una chiara omologazione ministeriale. In particolare, una serie di pronunce della magistratura ha evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione prevista dalla normativa, aprendo la strada a migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti.

Il risultato è stato un quadro caratterizzato da forte incertezza: da un lato gli enti locali hanno continuato a utilizzare dispositivi ritenuti essenziali per la sicurezza stradale; dall’altro molti cittadini hanno contestato la legittimità degli accertamenti, sostenendo che alcuni strumenti non rispettassero pienamente i requisiti richiesti dalla legge.

«Evitare di fare cassa a spese dei cittadini»

Con il nuovo decreto il governo punta dunque a uniformare le procedure e a definire standard tecnici chiari per tutti gli apparecchi impiegati sul territorio nazionale. Un passaggio che, nelle intenzioni del Mit, dovrebbe ridurre il contenzioso e rafforzare la validità delle sanzioni.

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