L’impatto del conflitto in Iran continua a farsi sentire pesantemente sulle tasche degli italiani. Secondo gli ultimi dati ARERA, le famiglie vulnerabili dovranno affrontare un rincaro del 19,2% sulle bollette del gas di marzo, una variazione che rischia di ripercuotersi a breve anche sui contratti del mercato libero.
Non va meglio al distributore. Dopo una breve tregua, le quotazioni di gas e petrolio hanno ripreso a salire, portando i prezzi dei carburanti self-service a livelli critici: 1,76 euro al litro per la benzina e 2,08 euro per il diesel. Questi aumenti hanno di fatto annullato i benefici del taglio delle accise introdotto due settimane fa.
Le contromisure del Governo
Per contrastare l’emergenza, l’esecutivo si appresta a varare un nuovo decreto carburanti. La misura principale riguarda la proroga del taglio delle accise di 24,4 centesimi al litro, che dovrebbe restare in vigore fino al 30 aprile o, in alternativa, fino al ponte del 1° maggio.
Il provvedimento prevede inoltre un credito d’imposta del 20% per tre mesi sul gasolio agricolo, per il quale il governo ha previsto uno stanziamento complessivo di circa 500 milioni di euro.
Copertura e reazioni
Le risorse necessarie non peseranno sul bilancio dello Stato, ma arriveranno dall’extra-gettito IVA (generato proprio dai prezzi più alti dei carburanti) e dalle aste sulle emissioni di CO2. Nonostante l’intervento, le associazioni dei consumatori e i sindacati continuano a chiedere misure strutturali e più incisive per arginare una crisi che non accenna a placarsi.










