Storie Web giovedì, Aprile 3
Notiziario

Quando si parla di attrattività del lavoro nel trasporto pubblico locale l’amministratore delegato di Atm, Arrigo Giana, dice che «l’aspetto economico non è l’unico da considerare. Il motivo per cui ci sono alcune professioni che sono meno attrattive rispetto al passato, come quella del conducente, ha molto a che fare con l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Quando si spiega ai candidati la modalità di lavoro fanno un passo indietro perché è un tipo di attività che li pone in una situazione di diversità rispetto al 90% del mondo della socialità. Non tutti i weekend sono pieni, i giorni liberi sono a scalare in quelli della settimana, quindi dal lunedì in poi e magari il turno serale arriva il venerdì o il sabato, quando gli amici trascorrono momenti di svago. Questo aspetto è un elemento che incide sulla scelta della professione e quindi sulle candidature.

Il diverso approccio delle generazioni

A un entry level, che grazie agli investimenti fatti in termini di recruiting può conseguire gratuitamente la patente e la carta di circolazione, Atm offre uno stipendio tra i 1.550 e i 1.600 euro netti mensili in base al tipo di attività. Una retribuzione che può variare in modo significativo con gli straordinari. A conferma che il tema sia anche, ma non solo, economico, c’è il fatto che le generazioni si comportano in modo diverso «con i boomers che fanno straordinari e i nati tra fine anni ’90 e 2000 che sono meno propensi a farli. Ad esempio, ci sono alcuni turni che finiscono anche alle 11 del mattino, una condizione che permette a chi vuole di aggiungere 2 ore di straordinario e quindi guadagnare di più senza che questo impatti in maniera significativa sulla propria vita personale».

La survey sui nuovi modelli di lavoro

Proprio per questo Atm sta cercando di rendere più flessibile il sistema di turnazione, per andare incontro alle necessità delle persone. Con i sindacati ha elaborato una survey per capire quali siano i bisogni e le disponibilità ed è aperta a valutare «una concentrazione del lavoro su meno giorni alla settimana o su turni solo al mattino o solo al pomeriggio, a patto che però le esigenze delle persone si incastrino con quelle dell’azienda di copertura degli orari. A Copenhagen abbiamo sperimentato dei tool per elaborare la turnistica che potrebbero essere di grande aiuto. Prima però vogliamo capire l’esigenza vera delle persone e l’unico modo è ascoltarle». L’azienda del trasporto pubblico milanese ha oltre 11mila addetti e ormai si è costruita una dimensione sempre più internazionale con la scelta di gestire dal 2008 le linee della metropolitana automatica a Copenaghen, in Danimarca, e dal 2024 la prima metropolitana automatica a Salonicco, in Grecia, aggiudicata nel 2023. Un percorso che continua. Di certo quando si parla di Atm non si può parlare di mancanza di riconoscibilità sociale della figura dell’autista, del tranviere o del macchinista: «In Atm – dice Giana – c’è un grande senso di appartenenza che consideriamo uno dei principali asset aziendali».

L’impegno sulla sicurezza

E non si può nemmeno puntare troppo il dito sulla sicurezza. «La percezione ha un peso importante che non vogliamo sottovalutare e alcuni fenomeni oggi amplificano questa sensazione di insicurezza anche se le statistiche da anni non evidenziano una crescita delle aggressioni – afferma Giana -. Comunque il disagio, sia per chi guida sia per i passeggeri, è assolutamente comprensibile. La scelta di Atm, che si occupa della gestione del trasporto pubblico, è stata quella di investire proprio su questo tema perché la sicurezza fa parte della nostra cultura: abbiamo 150 addetti alla security specializzati proprio nell’ambito del trasporto urbano e la nostra centrale operativa è sempre in contatto con le forze dell’ordine grazie anche una rete di 12.000 telecamere».

Le strategie per attirare candidati

Per incentivare le assunzioni Atm ha messo in campo molte iniziative. Oltre all’apertura al pubblico dei depositi che esiste da anni per mostrare ai clienti il “dietro le quinte” del trasporto pubblico locale, sono in corso roadshow in punti di interesse, centri commerciali, per intercettare candidature e spiegare le opportunità professionali offerte dall’azienda. «Abbiamo un incentivo per la casa per chi arriva da fuori e dal momento che si tratta di uno dei problemi più sentiti a Milano, stiamo avviando operazioni immobiliari su asset nostri dismessi – come ad esempio il bando lanciato nelle scorse settimane per la vendita dell’ex deposito di Viale Zara – per costruire case per tramvieri e autisti con affitti agevolati – dice Giana -. Poi ci facciamo carico delle patenti e delle abilitazioni professionali che hanno un costo tra i 2mila e i 3mila euro. Inoltre, abbiamo un integrativo aziendale che aggiunge all’aumento ottenuto con il rinnovo del contratto nazionale una cifra variabile tra 100 e 200 euro e poi c’è tutto il welfare offerto attraverso la Fondazione Atm che mette a disposizione servizi sanitari, borse di studio, contributi a persone in difficoltà, ma anche attività ludiche, colonie per i figli dei dipendenti, gli alberghi Atm. E’ un pacchetto interessante che ha un valore di alcune migliaia di euro all’anno».

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