Storie Web domenica, Aprile 5

Più asset illiquidi nei portafogli dei fondi pensione (Iorp) e nei Prodotti pensionistici individuali paneuropei (Pepp). È uno dei punti chiave nel documento presentato in marzo dall’associazione europea dei gestori di fondi (Efama) alla Commissione Ue. L’Esecutivo europeo sta lavorando infatti al Supplementary pensions’ package, proposta normativa lanciata a fine 2025 per incentivare e armonizzare le regole della previdenza complementare degli Stati Ue.

Le richieste di Efama in tema di asset illiquidi, arrivano in un momento di crisi dei fondi di private credit con investitori che chiedono di uscire da tali strumenti: si teme che l’intelligenza artificiale distrugga il settore dei software in cui questi fondi hanno investito molto.

La proposta sui Pepp

In undici pagine, il paper di Efama si occupa delle forme di previdenza collettiva (Iorp appunto) e di quelle individuali (Pepp). Qui ci focalizziamo sui due punti che si occupano appunto di asset illiquidi e società non quotate. Fra le 9 raccomandazioni sui Pepp, ci interessa in particolare la numero 4 in cui Efama chiede di consentire ai risparmiatori «di selezionare un profilo di rischio che possa includere una maggiore esposizione ad attività non quotate o illiquide». L’associazione definisce troppo restrittivo l’attuale requisito che impone di investire almeno il 95% degli attivi in strumenti execution-only(facilmente liquidabili). Viene proposto di consentire agli investitori di scegliere profili di rischio che permettano di investire per esempio in European long-term investment fund (Eltif). Nel documento si fa l’esempio della Francia che consente, attraverso il Plan d’epargne retraite (Per), di investire fino al 15% in asset privati o non quotati.

E quella sui fondi pensione

Per l’ambito Iorp, i fondi pensione, al punto 1 delle ulteriori 9 richieste, viene proposto di «mantenere e rafforzare il chiarimento del principio della “persona prudente”, garantendo che gli Iorp possano investire in modo prudente in tutte le classi di attivi in maniera coerente tra gli Stati membri».

L’associazione dei gestori europei sottolinea che l’esposizione ad asset orientati alla crescita (come infrastrutture o private equity) non solo migliora il potenziale di rendimento a lungo termine per i risparmiatori, proteggendoli dall’erosione del valore causata dall’inflazione, ma contribuisce anche al finanziamento dell’economia reale europea. Efama però mette in guardia sui rischi: in caso di utilizzo di asset privati nelle strategie pensionistiche, viene spiegato nel paper dei gestori, è necessario mantenere limiti ragionevoli alla frequenza dei riscatti o dei trasferimenti (switching) per evitare di minare le strategie di investimento a lungo termine che questi asset richiedono. Appunto.

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