Storie Web giovedì, Ottobre 29

“La revisione della legge quadro sull’artigianato pone una questione fondamentale che non possiamo ignorare: la tutela dei lavoratori, la concorrenza leale tra imprese e la necessità di favorire la crescita del nostro sistema produttivo. Come Presidente di Confindustria, a nome delle oltre 140mila imprese associate e dei quasi 5,5 milioni di lavoratori che rappresentiamo, voglio essere estremamente chiaro: il problema non è l’artigianato. Il problema è chi pretende di utilizzare una definizione giuridica per ottenere vantaggi economici e contributivi che nulla hanno a che vedere con la vera natura dell’impresa artigiana.

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Le conseguenze rischiano di essere molto gravi. I lavoratori potrebbero essere penalizzati, perché imprese che svolgono attività sostanzialmente industriali potrebbero applicare condizioni contrattuali e salariali meno favorevoli. Il sistema previdenziale potrebbe essere penalizzato, perché, a parità di attività produttiva, quelle imprese potrebbero corrispondere differenti livelli di contribuzione. Le imprese che investono e crescono potrebbero essere disincentivate dal farlo, pur di rimanere dentro un perimetro di privilegio, con l’ulteriore effetto di creare una concorrenza distorta.

Le associazioni dell’artigianato devono spiegare se il loro obiettivo sia realmente difendere gli artigiani oppure difendere il proprio sistema di rappresentanza e i propri bilanci.

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Confindustria rappresenta imprese che scelgono liberamente di associarsi e che ogni anno decidono di rinnovare la propria adesione sulla base dei servizi ricevuti e della rappresentanza esercitata. Nel sistema della rappresentanza artigiana esistono meccanismi di finanziamento e contribuzione differenti, sui quali sarebbe opportuno aprire una riflessione seria e trasparente.

Non è accettabile che la crescita del perimetro associativo diventi più importante della crescita delle imprese italiane. L’Italia ha bisogno di imprese che crescano, investano, innovino e paghino salari migliori, non di meccanismi che incentivino le aziende a rimanere artificialmente piccole.

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