Sono in «ottime condizioni» i quattro astronauti di Artemis II, il primo equipaggio a completare una missione attorno alla Luna dal 1972 durante la quale si è spinto a distanze record dalla Terra. A confermarlo è stata direttamente la Nasa. «Che viaggio» è stato il primo commento del comandante di Artemis II, Reid Wiseman, appena dopo l’ammaraggio di successo della navicella Orion al largo della costa della California.
Un viaggio che ha battuto il precedente record stabilito dall’Apollo 13 nel 1970, arrivando a 252.756 miglia dalla Terra, 4.100 miglia più lontano. Gli astronauti hanno potuto anche studiare una parte della Luna mai prima osservata e assistere ad una eclisse solare di 53 minuti.
L’ammaraggio è avvenuto senza ostacoli alle 6,07 ora locale (le le 2,07 di notte italiane) di venerdì nell’oceano Pacifico vicino a San Diego. Personale Nasa e sommozzatori specializzati della marina hanno rapidamente raggiunto a bordo di piccole imbarcazioni e agganciato la navicella Orion, che ha galleggiato in posizione eretta, aprendo il portellone, effettuando i primi controlli medici e aiutando gli astronauti a uscire per essere poi trasportati, uno ad uno, in elicottero sulla vicina nave di supporto. Successivamente Orion è trasta trainata e issata a bordo dellla nave, la USS John P. Murtha, dove sono salutati dal direttore della Nasa, Jared Isaacson. Gli astronauti, al termine di ulteriori controlli, saranno poi trasferiti al Johnson Space Center di Houston.
La storica missione è durata dieci giorni, o per l’esattezza 9 giorni, un’ora e 32 minuti dal decollo al rientro. Ha rappresentato un passo cruciale per il ritorno di astronauti a calcare anche il suolo lunare, un’avventura prevista dalla Nasa per il 2028 e che, nei piani del governo, è preludio alla costruzione di una vera e propria base. Orion ha incontrato alcuni problemi di comunicazione e in servizi sanitari, ma i sistemi chiave, di supporto vitale e di propulsione hanno superato i test promettendo nuove missioni.
La navicella Orion è costruita per l’agenzia spaziale anzitutto Lockheed, ma con il modulo di servizio (elettricità, propulsione e sistemi vitali) realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea. E’ attrezzata per l’esplorazione dello spazio profondo, parte del programma Artemis diretto alla Luna e oltre. Al contrario il Crew Dragon di SpaceX di Elon Musk, più piccolo, agile e addetto anzitutto a una sorta di servizio di taxi spaziale, per orbite basse e collegamenti con la Stazione Spaziale Internazionale. Orion, del 57% più grande rispetto alle originali navicelle Apollo della Nasa, è in particolare in grado di sostenere temperature elevatissime al rientro nell’atmosfera terrestre.









