In effetti in questo modo ci si è anche assicurati anche il ritorno a casa: l’orbita in cui si è messa la navicella permetterà anche il ritorno: Orion, infatti, girerà attorno alla Luna, da essa riceverà una sorta di frustata a causa della gravitazione della Luna stessa e si immetterà verso la traiettoria di ritorno, senza bisogno di altro.

In questa terza giornata, visto che tutto è stato controllato e regolato, finalmente gli astronauti possono rilassarsi, che non vuol dire lavorare meno, anzi, vuol dire però dedicarsi ad attività rivolte alla salute, come la prova di rianimazione cardiopolmonare, e il montaggio di un curioso meccanismo, una sorta vogatore molto compatto, importante per tenere il tono muscolare, messo a dura prova dalla mancanza di gravità, che per il corpo umano è un sottile ma insidioso veleno.

Il volano per fare ginnastica, praticamente un vogatore

Il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e gli specialisti di missione Christina Koch della Nasa e Jeremy Hansen del Canada hanno quindi trascorso la giornata esercitandosi nelle tecniche di sopravvivenza nello spazio profondo.

Un bel regalo ce lo hanno già fatto, spedendo due emozionanti foto della nostra Terra, una con il pianeta intero, in cui si intravedono addirittura due aurore ai Polì, e una molto suggestiva della Terra vista da un oblò della navicella. Il 6 aprile ci manderanno quelle della Luna.

Gli astronauti hanno trascorso del tempo a immagazzinare almeno 7 litri d’acqua dai loro serbatoi di bordo in sacchetti di plastica, per precauzione, dopo che una valvola si era bloccata durante il decollo, volevano assicurarsi che ci fosse una scorta d’acqua disponibile nel caso in cui un’altra valvola avesse avuto problemi. Tutto risolto.

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