Storie Web giovedì, Aprile 9

Il Congresso dell’Argentina ha approvato in via definitiva la riforma della Legge sui ghiacciai, un provvedimento sostenuto dal presidente Javier Milei che punta a favorire gli investimenti minerari nelle regioni andine. Dopo il via libera del Senato a febbraio, la Camera dei deputati ha confermato il testo con 137 voti favorevoli, 111 contrari e 3 astensioni, al termine di un lungo dibattito parlamentare.

La riforma modifica una legge introdotta nel 2010, che vietava attività minerarie e industriali nelle aree glaciali e periglaciali, considerate riserve strategiche di acqua dolce.

Il nuovo testo trasferisce alle province il potere di definire quali formazioni ghiacciate debbano essere protette e quali possano essere escluse dai vincoli, aprendo così alla possibilità di sviluppare progetti estrattivi in zone finora interdette.

«Ogni ghiacciaio o formazione geomorfologica inserita nell’Inventario Nazionale dei Ghiacciai sarà considerata protetta fino a quando l’autorità ambientale competente non avrà verificato che non svolge funzioni idrologiche», si legge nella descrizione del progetto.

Secondo il governo e i sostenitori della riforma, il cambiamento è necessario per attrarre capitali e rilanciare il settore minerario, in particolare per risorse come rame, litio e argento, considerate strategiche per la transizione energetica globale.

Il ministro dell’Economia Luis Caputo ha indicato un potenziale di 165 miliardi di dollari di esportazioni entro il 2035, mentre rappresentanti dell’industria parlano di un’occasione per posizionare il Paese tra i principali fornitori globali.

Gli oppositori: mette a rischio le riserve idriche

Scienziati, ambientalisti e opposizione denunciano invece un indebolimento delle tutele ambientali. Particolarmente controversa è la possibilità di ridefinire i criteri di protezione a livello provinciale che, sostengono i critici, rischia di compromettere ecosistemi fragili e soprattutto le risorse idriche da cui dipendono vaste aree del Paese.

Durante il dibattito che ha accompagnato l’iter di approvazione, università e centri di ricerca hanno chiesto criteri scientifici uniformi, mentre organizzazioni come Greenpeace sostengono che tutti i ghiacciai e gli ambienti periglaciali svolgono una funzione essenziale come riserve di acqua dolce.

Manifestazioni di protesta si sono svolte nei pressi del Congresso a Buenos Aires. Attivisti hanno appeso uno striscione gigante a un monumento di fronte al Parlamento con il monito: «Deputati: non tradite gli argentini. La Legge sui ghiacciai non va toccata!».

Milei: via libera a risorse dove «non c’è nulla da proteggere»

I sostenitori respingono le critiche e rivendicano un approccio che punta a conciliare sviluppo economico e tutela ambientale. «Non si tratta di scegliere tra ambiente e sviluppo, ma di avere entrambi», ha detto Roberto Cacciola, presidente della Camera mineraria argentina (CAEM), durante una recente audizione parlamentare.

La deputata Nancy Picón Martínez, promotrice della proposta di legge, ha detto che l’industria mineraria viene dipinta «come se fosse un mostro», ma che in realtà «questa legge tutela i ghiacciai, per quanto alcuni vogliano farci credere il contrario».

Lo stesso Milei ha difeso la riforma affermando che consente di sfruttare risorse dove «non vi era nulla da proteggere», accusando gli oppositori di ostacolare la crescita economica del Paese.

Il patrimonio dei ghiacciai argentini

Secondo i dati ufficiali, l’Argentina dispone di circa 16.968 ghiacciai, distribuiti lungo la cordigliera delle Ande e su una superficie complessiva di oltre 8.400 chilometri quadrati. Questi sistemi alimentano decine di bacini idrografici e garantiscono l’approvvigionamento idrico a milioni di persone, in particolare nelle regioni aride e semi-aride del Paese.

Studi scientifici indicano che i ghiacciai andini stanno subendo un progressivo arretramento, con effetti diretti sulla disponibilità di acqua e sull’equilibrio degli ecosistemi. In Sudamerica, come in altre aree del mondo, la riduzione delle masse glaciali è legata all’aumento delle temperature e alla maggiore frequenza di periodi di siccità. A livello globale, il ritiro dei ghiacciai contribuisce all’innalzamento del livello dei mari ed è tra gli indicatori più evidenti del cambiamento climatico.

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