Storie Web giovedì, Febbraio 19
Andrea e lo scandalo Epstein: la caduta del figlio prediletto di Elisabetta II e l’impatto sulla monarchia britannica

Per anni è stato “il figlio prediletto” della scomparsa regina Elisabetta II, vacuo, arrogante e belloccio, protetto da lei contro tutto e tutti. Lo scandalo Epstein è diventato però la sua nemesi: il marchio d’infamia destinato a bollare definitivamente l’ex principe Andrea come una vergogna di casa Windsor, il primo reale britannico d’alto lignaggio a finire in arresto dopo quasi 4 secoli (e proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno) per presunti reati gravi. Un epilogo clamoroso, di portata storica, a dispetto del sordido scenario della vicenda che lo ha condotto nella polvere e minaccia lo stesso futuro dell’istituzione monarchica d’oltre Manica.

Sullo sfondo della parabola nera di un uomo nato principe in ragione del sangue, e tuttavia principe cadetto: mai in grado di darsi un vero scopo nella vita al di là della rivendicazione di onori, agi, soldi, lussi o pennacchi vari. Terzogenito di Elisabetta e Filippo – dopo il futuro re Carlo III e Anna, e prima del più giovane Edoardo – Andrea vede la luce a Buckingham Palace il 19 febbraio 1960. Frequenta le scuole superiori nel collegio di Gordonstoun, in Scozia, alma mater del padre. Non viene invece iscritto all’università, per essere destinato ai corsi di un’accademia navale della Marina. Parallelamente inizia a costruirsi l’immagine di principe playboy.

Mentre nel 1982, per volere della madre, è l’unico reale a prendere parte da giovane ufficiale della Royal Navy alla guerra delle Falkland-Malvinas, contro l’Argentina, dopo la quale viene ricompensato con decorazioni ed encomi. Sembra l’inizio di un cursus honorem sfavillante. Resterà un effimero momento di ’gloria’. Assoldato come membro attivo di casa Windsor, ottiene il titolo di duca di York, quello – sempre sfoggiato nero su bianco – di “Sua Altezza Reale” e ruoli ufficiali di rappresentanza della ’Firm’. Nel frattempo si segnala per flirt e pettegolezzi in serie, prima di sposare la non meno chiacchierata Sarah Ferguson, detta Fergie o Sarah la rossa per il colore dei suoi capelli, rimastagli fianco anche dopo il divorzio: come compagna di vita e complice di ogni genere di disavventure.

La coppia – protagonista di una saga in tono minore rispetto a quella dello sfortunato matrimonio fra Carlo e Diana – mette al mondo due figlie, Beatrice ed Eugenie, tuttora principesse al servizio della dinastia. Quindi si separa, sulla scia di tradimenti reciproci plurimi. Sono gli anni in cui entrambi entrano in contatto con Jeffrey Epstein, faccendiere pedofilo americano finito più tardi condannato per sfruttamento di minorenni prima di morire in carcere a New York nel 2019. Un personaggio frequentato ben più a lungo di quanto ammesso, fino all’esplosione dello scandalo che porta dapprima all’esclusione di Andrea da ogni ruolo pubblico. E quindi dalla tardiva cancellazione di ogni titolo reale superstite decisa da Carlo (anche nei confronti di Sarah e col sostegno dell’erede al trono William) solo dopo la morte della matriarca Elisabetta.

Un finale di partita suggellato dalle rivelazioni implacabili degli Epstein file pubblicati negli Usa, fra email esplicite e foto dell’ex duca a quattro zampe. Vere e proprie condanne morali – quale che sia l’esito delle indagini giudiziarie – per un uomo ridotto al rango quasi comune di “signor Andrew Mountbatten Windsor” e schiacciato dalle menzogne ormai provate dell’intervista-boomerang alla Bbc con cui nel 2019 aveva creduto tronfiamente di potersi riabilitare. Menzogne già denunciate da Virginia Giuffre, vittima del giro di ragazze sfruttate a suo tempo da Epstein e dalla complice Ghislaine Maxwell a beneficio proprio o di amici ricchi e potenti, la quale aveva accusato l’ex principe di aver approfittato sessualmente di lei 17enne; prima di fare causa, strappare una transazione extra giudiziale da 12 milioni di sterline pagate dalla Elisabetta e da Carlo e morire infine suicida in Australia a 41 anni.

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