Dal nostro corrispondente
NEW DELHI – A conferma della crescente imprevedibilità delle minacce portate dal cambiamento climatico, dopo la California e il Giappone il fenomeno degli incendi fuori stagione ha colpito anche la Corea del Sud, alle prese da giorni con un’emergenza che ha già bruciato più di 17.500 ettari di terreno, creato 27mila sfollati, fatto almeno 24 vittime e distrutto un tempio buddista con oltre 1.300 anni di storia.
Il fattore climatico
«Stiamo mobilitando tutto il personale e l’equipaggiamento disponibili per rispondere ai roghi peggiori di sempre, ma la situazione resta difficile», ha spiegato in un messaggio alla nazione il presidente ad interim Han Duck-soo. «I danni – ha proseguito – sono enormi e in rapido aumento e c’è il rischio che avremo a che fare con costi senza precedenti. Per questo dobbiamo concentrare tutti i nostri sforzi e cercare di spegnere gli incendi entro la fine della settimana».
Un obiettivo che la dice lunga su quanto stia rivelandosi difficile domare le fiamme in presenza di terreni inusualmente secchi per la stagione primaverile e di venti fortissimi che durante la notte tra martedì e mercoledì hanno esteso di molto l’area investita da quattro diversi incendi. Per oggi sono previste precipitazioni in alcune delle zone a rischio, ma secondo i meteorologi saranno modeste, tra i 5 e i 10 millimetri.
L’impatto della guerra in Ucraina
Tra le vittime degli incendi ci sono soprattutto 60-70enni, oltre a 4 pompieri rimasti intrappolati da un incendio reso incontrollabile dal forte vento e il pilota di un elicottero impegnato nello spegnimento di un rogo. Secondo un testimone oculare il velivolo avrebbe iniziato a fare uno strano rumore prima di precipitare al suolo ed esplodere. La flotta di 48 elicotteri russi in dotazione al servizio forestale sudcoreano si sta rivelando inadeguata ad affrontare gli incendi degli ultimi giorni perché dopo lo scoppio della guerra in Ucraina è diventato sempre più difficile reperire parti di ricambio. Secondo quanto riferito a ottobre in Parlamento, otto di questi elicotteri non sono più in servizio dallo scorso anno e l’incidente di mercoledì ha spinto le autorità a sospendere – anche se brevemente – l’impiego di tutti gli altri velivoli della flotta. Complessivamente il numero di elicotteri impegnati ammonta a 130, mentre il totale dei vigili del fuoco dispiegati nelle quattro zone colpite dalle fiamme supera le 10mila unità.