Storie Web mercoledì, Agosto 12

Cresce l’allarme nelle stalle italiane con caldo e siccità che stanno bruciando pascoli e mais, mettendo a rischio l’approvvigionamento di fieno e cereali per gli animali, mentre crescono i costi per gli allevatori.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

A lanciare l’allarme è la Coldiretti con le temperature elevate e le precipitazioni inferiori alla norma che fanno sentire i loro effetti anche per il settore zootecnico.

Sulla campagna di raccolta del mais pesano quest’anno condizioni climatiche estremamente difficili, con lo stress idrico che ha interessato in particolare le fasi di fioritura e riempimento della granella, compromettendo il potenziale produttivo. Nelle aree maggiormente colpite di Piemonte e Lombardia i danni sono stimati già oltre il 30%, con punte fino al 70%, mentre in alcune zone il raccolto rischia addirittura di essere azzerato.

L’entità definitiva delle perdite dipenderà dall’andamento meteorologico fino alla raccolta, ma la siccità rappresenta già il principale fattore limitante, con pesanti ripercussioni economiche sulle aziende agricole e sull’intera filiera zootecnica.

A bruciare sono anche i pascoli dove la mancanza di pioggia, soprattutto al Nord, dal Piemonte al Trentino Alto Adige, sta causando cali della produzione dei foraggi tra il 30 e il 40%.

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