Storie Web venerdì, Maggio 22

Dalle classiche merendine ai prodotti di bellezza, dai K-way ai fiori per arrivare alle pizze: sembra non esserci limite alla fantasia di chi opera nel mondo della distribuzione automatica, un universo assai eterogeneo che comprende anche gli apparecchi in servizio nell’Horeca (alberghi in primis) e che sta lentamente cambiando pelle. Pagamenti cashless, interfacce touchscreen, macchine perennemente connesse e (da oggi in avanti), intelligenza artificiale sono i cardini di una trasformazione profonda delle vending machine, che da semplici erogatori di prodotti sono sulla strada per diventare veri e propri punti vendita digitali e data-driven. I temi appena citati hanno animato l’edizione 2026 di Venditalia, la principale rassegna internazionale di questo settore (tenutasi la scorsa settimana alla Fiera di Rimini), e si inseriscono in un contesto di crescita generalizzata dell’AI in Italia: la spesa complessiva delle imprese (i dati sono dell’Osservatorio del Politecnico di Milano) ha infatti toccato a fine 2025 quota 1,8 miliardi di euro con una crescita di circa il 50% e anche comparti tradizionali (e molto analogici) come il vending stanno iniziando a vedere nella tecnologia degli algoritmi uno strumento di efficienza operativa e di miglioramento dell’esperienza utente e un abilitatore di nuovi modelli di servizio per il consumatore finale.

Lo stato dell’arte della digitalizzazione nel vending

Una ricerca realizzata da Jakala per Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica) e presentata in occasione dell’evento di Rimini, ha rivelato con più precisione i contorni della “rivoluzione” che sta segnando il comparto. Quasi il 90% degli operatori dichiara infatti di voler introdurre o integrare soluzioni di intelligenza artificiale entro i prossimi cinque anni e in tal senso le applicazioni più strategiche riguardano la riduzione degli out-of-stock e la personalizzazione dell’offerta (voci citate nell’82% dei casi), la previsione della domanda (nel 73%) e la manutenzione predittiva (nel 58%).

Le buone intenzioni nei confronti dell’AI rispecchiano in qualche modo un processo di digitalizzazione già a buon punto, con il 60% dei gestori che sta già utilizzando tecnologie innovative per la gestione e il monitoraggio delle vending machine, mentre un ulteriore 13% ne sta valutando l’implementazione. Supera infine il 70% la percentuale di operatori che ha già installato macchine dotate di touchscreen mentre i pagamenti digitali gestiti tramite app (il cui valore delle transazioni è cresciuto nel 2025 del 34% rispetto all’anno precedente), smartphone e sistemi contactless sono un’opzione disponibile per il 38% delle macchine in attività. Il settore del vending, come hanno ribadito i vertici di Confida in sede di presentazione dello studio, ha dunque imboccato una direzione chiara e l’AI (di pari passo con l’interoperabilità e l’interconnettività sistemica del parco macchine) rappresenta un’opportunità concreta non solo per trasformare le informazioni raccolte sul campo in insight operativi (per ottimizzare rifornimenti, manutenzione ed esperienza utente, per esempio) ma anche per consolidarne la funzione di innovativo canale retail di prossimità.

Il nuovo protocollo SmartLink: obiettivo interoperabilità

In questo scenario evolutivo è arrivata, sempre in occasione di Venditalia 2026, la presentazione ufficiale e in anteprima mondiale di SmartLink, il nuovo protocollo di comunicazione per gli apparecchi di distribuzione automatica promosso da EVA (European Vending & Coffee Service Association) insieme a Confida e sviluppato con il supporto del Politecnico di Milano, il cui rilascio operativo è previsto tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. La sua finalità? Essere il tassello chiave della transizione digitale del settore e aprire il mercato a nuove applicazioni data e AI driven, favorendo un ecosistema più competitivo. Basato su architettura aperta OPC-UA (Open Platform Communications Unified Architecture, lo standard di comunicazione alla base di Industria 4.0) e comunicazione Ethernet/IP, SmartLink avrà il compito di sostituire i vecchi protocolli legacy ancora in uso nel vending e nel segmento dell’unattended retail come Multi Drop Bus o EVA-DTS. Le sue caratteristiche principali sono essenzialmente interoperabilità, velocità e sicurezza e tutte e tre convergono verso l’obiettivo di superare la frammentazione dei sistemi attuali e interconnettere in modo nativo macchine, piattaforme di pagamento, interfacce utente e software di gestione.

Roberto Pellegrini, Presidente del Gruppo Imprese di Fabbricazione Distributori Automatici di Confida, ha salutato l’annuncio di SmartLink con una riflessione ad ampio spettro. “La distribuzione automatica – ha confermato il manager al Sole24ore.com – sta vivendo una trasformazione tecnologica senza precedenti e lo sviluppo avanzato della telemetria consente di ottimizzare i processi di approvvigionamento e di gestire le vending machine da remoto, evitando il rischio di out-of-stock. In questo contesto, l’intelligenza artificiale diventa un ulteriore strumento a disposizione del gestore per la manutenzione predittiva, con la prospettiva di cambiare faccia al nostro settore entro i prossimi cinque anni partendo dai dati e sfruttando anche la disponibilità di uno standard evoluto come SmarLink”. Il che significa, per produttori e operatori, minori costi in fatto di integrazione e aggiornamenti software e diagnostica remota, maggiore cybersicurezza e tempistiche più rapide nello sviluppo di nuovi servizi digitali.

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