
Il valore di questi strumenti è evidente quando si considera che la violenza domestica raramente si manifesta con un singolo episodio grave, dal momento che spesso è preceduta da una sequenza di segnali distribuiti nel tempo. Ridurre il divario fra quei primi segnali e l’avvio di un percorso di protezione può evitare l’intensificazione di atti violenti che diventano irreversibili. Questa capacità anticipatoria rappresenta il contributo concreto dei sistemi predittivi.
L’aspetto economico è altrettanto rilevante. La violenza di genere produce costi elevatissimi per i sistemi pubblici in termini di accessi in ospedale ripetuti, ricoveri, assenze lavorative, cure psicologiche, spese giudiziarie. La prevenzione, soprattutto quando possibile in fase precoce, riduce in modo significativo questi costi. Investire in tecnologie predittive e nella capacità dei servizi di rispondere in modo tempestivo può generare risparmi strutturali, oltre che benefici sanitari e sociali.
Sul piano normativo, queste tecnologie sono in linea con gli obblighi internazionali che richiedono agli Stati di rafforzare i meccanismi di individuazione precoce, come previsto dalla Convenzione di Istanbul. Allo stesso tempo, devono rispettare i principi stabiliti dall’AI Act europeo ( il primo regolamento dell’Ue che stabilisce un quadro giuridico per l’intelligenza artificiale, ndr), che richiede trasparenza, verificabilità e pieno controllo umano. È un equilibrio che richiede investimenti non solo in tecnologia, ma in governance, formazione e supervisione indipendente.
La presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, sintetizza questa visione: «La tecnologia, quando è guidata da responsabilità e da una visione etica, può diventare un alleato prezioso nella tutela delle persone più vulnerabili. Per questo la Fondazione CRT ha sostenuto fin dall’inizio il progetto ViDeS, che mette l’intelligenza artificiale al servizio della prevenzione della violenza di genere, aiutando a riconoscere più rapidamente segnali spesso invisibili – dichiara al Sole 24 Ore – ViDeS rappresenta un passo avanti concreto per supportare il lavoro dei professionisti sanitari e rafforzare la rete di protezione attorno alle donne. Il progetto nasce da una collaborazione scientifica di grande valore, che unisce competenze diverse, un capitale prezioso del nostro territorio».
L’impatto dei progetti AI contro la violenza di genere
I progetti predittivi di fatto offrono alle donne benefici concreti. Permettono di riconoscere segnali di rischio fin dalle fasi iniziali e di attivare percorsi di protezione personalizzati, con accesso a centri antiviolenza e supporto mirato, attraverso spazi in cui le vittime possono far emergere la propria esperienza in un contesto sicuro e senza giudizi. Grazie all’integrazione tra ospedali, medici di base e servizi territoriali, questi progetti favoriscono un accesso più rapido e coordinato alle risorse disponibili, garantendo continuità assistenziale e riducendo il rischio che le donne restino escluse dai percorsi di tutela.










