
Non ci saranno divieti. Ma misure per proteggere le aree sottoposte a particolare stress abitativo, come i centri storici delle città più turistiche. Introducendo la possibilità di limitare le locazioni, con un tetto massimo annuale di notti vendibili o con l’obbligo di combinare questa modalità di affitto con altri canali, considerati più meritevoli di tutela, come quello agli studenti.
Quello appena iniziato sarà l’anno della proposta di regolamentazione della Commissione europea sugli affitti brevi: lo prevede il Piano casa di Bruxelles, che ha messo in calendario la presentazione formale di questo atto entro la fine del 2026. Ma Dan Jørgensen, commissario europeo con delega all’Energia e alla Casa, ha dato in audizione al Parlamento Ue, presso la commissione Hous presieduta dall’italiana Irene Tinagli, i primi dettagli sulle novità in arrivo.
L’obiettivo della normativa sarà limitare gli impatti negativi degli affitti brevi. «Non possiamo stare fermi mentre i residenti vengono espulsi dal mercato della casa nei luoghi dove sono nati o dove vorrebbero vivere», ha detto Jørgensen. Per questo motivo arriverà quest’anno una proposta di legge che – sottolineano dall’esecutivo comunitario – non avrà lo scopo di imporre divieti o di bandire le locazioni di durata inferiore ai 30 giorni. Di certo, però, ci saranno delle limitazioni, anche molto pesanti.
La prima idea è quella di definire delle aree sottoposte a stress abitativo, dal momento che in alcuni quartieri (secondo i numeri di Bruxelles) queste locazioni possono raggiungere anche il 20% dell’offerta. Quindi, le regole non dovranno essere le stesse su tutto il territorio, ma dovranno mettere sotto la lente le zone che subiscono l’impatto negativo degli affitti brevi in modo particolare: ovviamente, in testa ci sono i centri storici delle grandi città. In Italia i casi più noti sono, tra gli altri, quelli di Firenze, Venezia, Napoli, Roma e Milano. Le pubbliche amministrazioni (in particolare, i Comuni), sulla base di questa normativa, saranno autorizzate ad attivare misure per limitare l’impatto negativo delle locazioni turistiche, mantenendo i benefici.
Il commissario ha fatto alcuni esempi di quali potrebbero essere queste misure. Potrebbe essere introdotto un numero massimo di notti affittabili all’anno. Oppure potrebbe essere introdotta una limitazione degli affitti brevi all’estate, obbligando chi mette sul mercato quegli immobili a ospitare studenti per il resto dall’anno. Inoltre, sarà introdotta una differenziazione più chiara tra gli host professionali e chi, invece, offre questi servizi in modo non professionale, per integrare il reddito: un modo per evitare le forme di concorrenza sleale con chi offre servizi di alloggio tradizionale, come gli albergatori, rispettando regole più stringenti, ad esempio sulla sicurezza e la protezione dei consumatori. In quest’ultima direzione, peraltro, vanno anche le novità introdotte a partire dal 2026 dalla legge di Bilancio.









