Storie Web lunedì, Novembre 2

L’Italia si conferma in prima fila nel settore dell’aerospazio. Si prepara infatti una nuova missione per un nostro astronauta, probabilmente Walter Villadei con l’azienda Axiom Space. L’indicazione è stata fornita dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha aperto alla Farnesina i lavori della terza edizione degli Stati Generali della Space Economy. Della missione, chiamata Axiom 5, si parlerà nella prossima riunione del Comitato Interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale (Comint). Axiom 5 è la quinta missione spaziale privata verso la Stazione Spaziale Internazionale, assegnata dalla Nasa ad Axiom Space e in programma a partire da gennaio 2027. Colonnello dell’Aeronautica Militare, classe 1974, Villadei è uno dei protagonisti della nuova generazione di astronauti italiani, specializzato in ingegneria aerospaziale e attività spaziali.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Dobbiamo essere protagonisti della quinta missione spaziale di Axiom – ha spiegato Tajani – proporremo il comando italiano e coinvolgeremo tutta la nostra comunità scientifica e tutti i nostri territori. Questa è un’opportunità strategica per il sistema e per la nostra industria», ha detto ancora Tajani, ricordando anche che gli Stati Uniti sono il nostro partner di riferimento. «L’Italia – ha poi aggiunto – è partner chiave del grande progetto Artemis che riporterà l’uomo sulla luna. Luca Parmitano è tra i protagonisti della prossima missione. Vogliamo anche sviluppare nuove idee di collaborazione scientifica e industriale, nuove soluzioni, nuovi progetti concreti con Canada, Francia, Germania, Argentina, Cina, Giappone, India, Emirati Arabi Uniti e Kenya», ha spiegato, sottolineando che «noi portiamo in giro per il mondo la nostra visione in tutti i contesti anche alle Nazioni Unite con la Presidenza italiana del Comitato delle Nazioni Unite per l’Uso Pacifico dello Spazio Extra-atmosferico per il biennio 2026-2027». «Lo spazio e la difesa della sicurezza nazionale è un tema sul quale non possiamo non essere protagonisti», ha sottolineato il responsabile della Farnesina, aggiungendo che il 15 dicembre l’Italia ospiterà la conferenza ministeriale intermedia dell’Agenzia Spaziale Europea.

Tajani: aerospazio fiore al’occhiello dell’industria italiana

«Lo scorso maggio – ha ricordato poi Tajani – abbiamo anche adottato una vera e propria strategia spaziale nazionale. Ora abbiamo tutti gli strumenti per sostenere questo settore. La filiera aerospaziale è un fiore all’occhiello della nostra industria. Genera più di 21 miliardi di fatturato. Oltre l’80% di questa base industriale è costituita da piccole e medie imprese che vogliamo sostenere con ogni mezzo Tutti i nostri territori danno un contributo cruciale a questa eccellenza abbiamo 15 distretti che coprono tutto il territorio nazionale. Nel Lazio, ad esempio, la filiera conta 360 imprese, 23.500 addetti e 5 miliardi di euro di fatturato. I distretti svolgono anche un ruolo essenziale per collegare i grandi gruppi industriali, le piccole e medie imprese, le start up, le università e i centri di ricerche per poter integrare le nostre imprese nelle categorie globali di valore». Tajani ha poi ricordato l’importanza dell’export anche in questo ambito dove «in Italia rappresenta quasi il 40% del Pil e siamo la quarta potenza commerciale mondiale. L’ export va a gonfie vele e continua a crescere: abbiamo raggiunto il record di 643 miliardi lo scorso anno e quest’anno siamo cresciuti del 5,8% nei mercati extraeuropei In particolare le esportazioni nel settore spaziale hanno raggiunto circa 8 miliardi».

I numeri del comparto

Per quanto riguarda l’aerospazio, l’Italia dispone di una filiera industriale e scientifica consolidata, con competenze nella costruzione di satelliti e lanciatori, nelle telecomunicazioni e nell’osservazione della Terra. Il sistema comprende grandi gruppi, piccole e medie imprese (PMI), startup, università e centri di ricerca. Secondo la mappatura del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA) e di Confindustria, nel 2024 il fatturato della filiera spaziale italiana ha raggiunto 3,1 miliardi di euro, in crescita del 63% rispetto al 2021. Gli occupati sono passati da circa 5.900 a 8.900, con un incremento del 51%. La mappatura comprende 38 grandi imprese, 220 Pmi, 18 startup, 38 enti di ricerca e 24 università, riconducibili a 15 distretti industriali. Circa l’80% della base industriale è costituito da PMI, E la ricerca e sviluppo vale il 5% del fatturato. Una diversa rilevazione di Istat e Agenzia Spaziale Italiana (ASI), riferita a un perimetro più ampio dell’economia dello spazio, stima una produzione di circa 8 miliardi di euro, un valore aggiunto di 2 miliardi e oltre 23.000 occupati.

Marsiaj: a dicembre missione negli Usa

L’industria dello spazio guarda alla diplomazia come strumento concreto per conquistare nuove fette di mercato. La diplomazia spaziale è uno dei pilastri della diplomazia della crescita: favorisce il dialogo con i Paesi partner, individua opportunità commerciali e mette in relazione le imprese italiane con potenziali clienti, investitori e partner industriali. Intervenuto agli Stati Generali alla Farnesina Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria per l’Aerospazio, ha posto l’accento sul fatto che la diplomazia spaziale è anche diplomazia industriale e si misura nella capacità delle imprese italiane di costruire alleanze internazionali e accedere alle grandi catene globali del valore. «L’Italia ha una filiera competitiva – ha detto -: tra il 2021 e il 2024, il fatturato delle imprese spaziali mappate è cresciuto da 1,9 a 3,1 miliardi di euro e gli addetti sono passati da circa 5.900 a quasi 9.000. Dobbiamo trasformare questo patrimonio in nuove opportunità: dal 6 al 15 dicembre saremo negli Stati Uniti con ICE Agenzia, in coordinamento con l’Ambasciata italiana a Washington, in quattro ecosistemi industriali – Washington e Maryland, Arizona, Indiana e North Carolina – per favorire l’ingresso delle imprese italiane nelle supply chain americane. Ma – ha aggiunto – servono anche un coordinamento stabile tra istituzioni e industria, sicurezza degli approvvigionamenti e regole nazionali ed europee certe e coerenti, che non frenino la cooperazione e la competitività».

Condividere.