Firmato all’Aran l’accordo sul nuovo contratto per i 205mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Sul tavolo dell’intesa un aumento medio da 162 euro, nuove regole sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, la possibilità di incrementare il valore dei buoni pasto, più chiarezza sulla retribuzione nei giorni di ferie. Ma, soprattutto, l’intesa dà il colpo decisivo nel recupero dello storico ritardo contrattuale del pubblico impiego, e vede per la prima volta la firma di un’intesa piena (il precedente di aprile, sulla scuola, riguarda solo la parte economica) per un comparto nel corso del triennio di riferimento, perché il contratto riguarda il 2025/27.
L’accelerazione
«È un segnale concreto che la Pubblica amministrazione può funzionare in modo moderno ed efficiente, rispettando le regole e i tempi che essa stessa si è data», esulta il ministro per la Pa Paolo Zangrillo. «Firmare un contratto durante il suo periodo di vigenza è la dimostrazione di una contrattazione ordinata, tempestiva e al servizio dei lavoratori», aggiunge il presidente dell’Aran Antonio Naddeo subito dopo la terza intesa in quattro anni sul comparto della Pa centrale.
Verifiche anti inflazione
«Un contratto si fa in due», aggiunge Naddeo. E da questo punto di vista è importante segnalare l’ampiezza dell’adesione all’accordo, che ha ottenuto anche il via libera della Cgil lasciando quindi fuori dal novero dei firmatari la sola Usb. «Abbiamo lottato per importanti innovazioni», rivendica il segretario generale della Cgil Fp Federico Bozzanca sottolineando in particolare il meccanismo di verifica ex post previsto per misurare eventuali differenze negative fra la dinamica delle retribuzioni di fatto e l’inflazione. La Cisl con il suo segretario generale della Funzione pubblica Roberto Chierchia parla di «traguardo storico», che produce «un aumento medio del 12%» in termini cumulati con l’intesa 2022/24. La segretaria generale della Uil Fp Rita Longobardi spiega che l’accelerazione «va nella direzione che da sempre sosteniamo ai tavoli negoziali: garantire subito alle lavoratrici e ai lavoratori tutte le risorse disponibili senza attendere la fine del triennio contrattuale», e mette l’accento sulla nuova disciplina delle indennità nei giorni di ferie, che contemplerà anche l’indennità di turno «grazie alle sentenze favorevoli ottenute dalla Uil Fp presso i Tribunali e le Corti d’Appello di Torino e Roma».
Più spazio agli screening sanitari
Fra le «numerose proposte accolte» il segretario generale della Flp Marco Carlomagno elenca «l’introduzione e il rafforzamento dei permessi per la partecipazione agli screening oncologici quale misura di prevenzione della salute, il riconoscimento della certificazione delle competenze e il rafforzamento delle posizioni organizzative e degli strumenti di valorizzazione e riconoscimento professionale dei funzionari». Nelle «molte novità positive», il segretario generale di Confsal Unsa Massimo Battaglia inserisce invece «un rafforzamento delle relazioni sindacali, una prima regolamentazione nel pubblico impiego sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, l’introduzione di una pausa per recupero psicofisico». «L’introduzione di regole chiare sull’intelligenza artificiale rappresenta una delle novità più significative di questo rinnovo contrattuale – sottolinea Claudia Ratti, segretario generale di Confintesa Fp – perché riconosce che l’innovazione tecnologica non può procedere senza adeguate garanzie per le persone che lavorano nella pubblica amministrazione».
