Tassi sui prestiti: mutui e imprese in calo
A febbraio il tasso medio sul totale dei prestiti è rimasto fermo al 3,99%. In diminuzione invece il costo del nuovo credito: il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese è sceso al 3,45%, dal 3,53% di gennaio e dal 5,45% di dicembre 2023. Anche il tasso medio sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è calato al 3,42%, dal 3,45% del mese precedente e dal 4,42% di dicembre 2023.
Tassi sulla raccolta: sale il rendimento dei vincoli
Il tasso sui nuovi depositi a durata prestabilita, come certificati di deposito e depositi vincolati, è salito al 2,07%. A gennaio 2026 era al 2,04%, livello superiore alla media dell’area euro, pari all’1,88%. Rispetto a giugno 2022, quando era allo 0,29%, l’aumento è di 178 punti base.
Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso è stato del 3,07%. Il tasso medio sul totale dei depositi è rimasto allo 0,64%, stabile su gennaio, ma sopra lo 0,32% di giugno 2022. Il tasso sui conti correnti è stato dello 0,27%, invariato rispetto a gennaio e in crescita rispetto allo 0,02% di giugno 2022.
Spread bancario: margine a 196 punti base
Il margine tra tassi sui nuovi prestiti e tassi sulla nuova raccolta, riferito a famiglie e società non finanziarie, a febbraio 2026 si è attestato a 196 punti base.
Crediti deteriorati: nuova discesa
A gennaio 2026 i crediti deteriorati netti sono scesi a 27,1 miliardi di euro, dai 30 miliardi di settembre 2025 e dai 31,3 miliardi di dicembre 2024. Rispetto al picco di 196,3 miliardi raggiunto nel 2015, il calo supera i 169 miliardi. In rapporto ai crediti totali, i deteriorati netti sono pari all’1,28%, contro l’1,43% di settembre 2025, l’1,51% di dicembre 2024 e il 9,8% di dicembre 2015.









