Nell’ultima versione del decreto Pnrr varato dal Governo in settimana, ancora in attesa di bollinatura, l’articolo 29 prevede l’istituzione dell’Arbitro previdenziale sotto l’egida della Covip. Un organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie in ambito pensionistico, come quelli già in essere in Bankitalia, Consob e Ivass, dove sono rispettivamente operativi l’Abf (Arbitro Bancario Finanziario ), l’Acf (Arbitro per le Controversie Finanziarie) e l’Aas (Arbitro Assicurativo).
La sfera di competenza dell’Arbitro previdenziale includerà i fondi sanitari e le società di mutuo soccorso appena entrati nel perimetro di vigilanza Covip, gli strumenti di previdenza complementare (compresi i Pepp paneuropei) e le Casse di previdenza che pagano le pensioni ai professionisti. Gli iscritti a queste enti e fondi pensione avranno quindi modo di far valere i loro diritti senza dover ricorrere necessariamente alla giustizia ordinaria. Qualcuno, però, rimane escluso.
Si tratta della maggioranza dei lavoratori (dipendenti, autonomi, pubblici) che versano i contributi per una pensione di vecchiaia, anzianità o invalidità erogata dall’Inps. Per loro, non è prevista la possibilità di percorrere una via stragiudiziale super partes.
Dopo aver presentato un reclamo all’Inps, qualora sia rigettato, è possibile presentare ricorso entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento da impugnare, ma sempre all’Inps che dovrà poi rispondere entro altri 90 giorni. In assenza di risposta, il ricorso si intende tacitamente respinto. E da quel momento, sarà possibile procedere con un ricorso giudiziario presso un Tribunale del Lavoro, ma rivolgendosi a un avvocato per redigere l’atto, notificarlo e preparare opposizione a eventuali avvisi di addebito. Perdipiù con il rischio, in caso di soccombenza, di dovere anche rimborsare le spese alla controparte.
Ma la procedura giudiziale gestita internamente dall’Inps, non può essere percepita come imparziale. Per assicurare rapidità, economicità e l’effettiva tutela della gran parte dei cittadini, bisognerebbe prevedere un sistema con un Arbitro per la risoluzione stragiudiziale delle controversie con l’Inps. Anche per abbattere le pendenze civili che intasano i tribunali, come auspicato dal Pnrr.











