È arrivato l’ok dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sarà la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni ad avere l’interim sul ministero del Turismo, dopo che l’ormai ex titolare Daniela Santanchè ha rassegnato le dimissioni mercoledì sera.
Nel testo, firmato da Mattarella dopo un colloquio telefonico con Meloni, vengono accettati il passo indietro di Santanchè e la carica provvisoria del dicastero alla premier, come da sua proposta.
Meloni: «Grazie a Santanchè, ha contribuito al rilancio del turismo italiano»
Nella nota di Palazzo Chigi ci sono le prime parole di Meloni a Santanchè, «che in questi anni ha lavorato con grande dedizione e ha assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano. Il governo continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio internazionale all’Italia».
Le dimissioni di Santanchè
Mercoledì, invece, Santanchè non aveva nascosto il suo rammarico per la richiesta esplicita arrivata da Meloni: la premier – si leggeva nella nota di martedì sera dopo le dimissioni al ministero della Giustizia del sottosegretario Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi – «auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè».
Così, la sua lettera di risposta (con le dimissioni): «Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio». Chiarito questo «non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento».










