
Un evento con radici profonde, numeri in crescita, che si presenta come una vera e propria piattaforma culturale, che si rinnova anno dopo anno. Il Salone internazionale del Libro di Torino si presenta in vista dell’appuntamento al Lingotto dal 14 al 18 maggio. E lo fa mettendo al centro i ragazzi, con una edizione dedicata al “Mondo salvato dai ragazzini” opera di Elsa Morante, «che è insieme una visione, una speranza, una chiave di lettura» dice la direttrice editoriale Annalena Benini.
Riconfermata alla guida del Salone per i prossimi tre anni, Benini annuncia una nuova sessione che si aggiunge alle otto che definiscono una parte dell’offerta di incontri e riflessioni che andranno a costruire il calendario dell’edizione numero 38 del Salone di Torino.
Dal punto di vista della Governance, resta sospesa la questione dell’ingresso del ministero della Cultura nella struttura della kermesse, la cui organizzazione è affidata da anni ai privati, riuniti nell’Associazione Torino, la Città del Libro, ente proprietario del marchio del Salone Internazionale del Libro di Torino, guidata da Silvio Viale. La questione a dir la verità crea qualche fibrillazione in quello che è uno degli appuntamenti costruiti pazientemente, anno dopo anno, con «spirito di servizio e di sistema» come ricorda l’assessore alla Cultura del Piemonte, Marina Chiarelli.
«Nel 2019 abbiamo avuto 148mila visitatori – ricorda Viale – nell’ultima edizione siamo arrivati a 231mila presenze. Il Salone non è solo un evento e un insieme di numeri, ma una progettualità di lungo periodo che permette questa crescita nel tempo. L’appuntamento rappresenta per i piccoli editori italiani una occasione importante, sentiamo forte la responsabilità verso questo modo e lavoriamo per dare risposte come fatto con il sostegno al Bookpride, che quest’anno avrà una tappa a marzo a Milano».
La cultura, il pensiero, la libertà, lo sguardo sui giovani e dei giovani, la tecnologia. Al tavolo c’è anche il Politecnico di Torino che, come ricorda il magnifico rettore Stefano Corgnati «vuole contribuire al dibattito pubblico su tutti i temi, anche e soprattutto i più complessi, e soprattutto vogliamo dare un contributo al dialogo in un momento nel quale il valore di quest’ultimo, come confronto tra idee diverse, è messo in discussione».











