Storie Web martedì, Novembre 3

«L’idea che ha portato ad Archimede nasce nel 2023, durante la Bridgestone World Solar Challenge, la competizione australiana in cui abbiamo attraversato 3mila chilometri di deserto con un’auto costruita da noi, alimentata esclusivamente dal sole – racconta Riccardo Puglisi, cofondatore e CEO di Archimede S.r.l. -. Avevamo realizzato un mezzo capace di sfruttare un’energia essenziale e pulita, ma per seguirne i dati a distanza dovevamo affidarci a un sistema Starlink mobile enorme. Era un paradosso: una vettura progettata per essere efficiente, accompagnata da una soluzione di comunicazione ingombrante e complessa».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Eppoi, cosa è successo?

Ci siamo chiesti: perché la telemetria satellitare non può essere piccola, autonoma, sostenibile e semplice da usare? E se chiunque potesse collegare un sensore o un impianto in pochi minuti, senza essere uno specialista? Da questa domanda è nata Archimede, fondata nel 2024 a Siracusa. Volevamo costruire un sistema plug-and-play che permettesse a persone e aziende di imparare rapidamente a usare la tecnologia e portarla ovunque.

Oggi Archimede cosa fa e che vantaggi offre a persone e territorio?

Oggi quella intuizione è diventata ArchMesh: un kit modulare che integra connettività satellitare e terrestre, gestione intelligente dell’energia e software low-code. Colleghiamo sensori, macchine e infrastrutture anche dove mancano la rete elettrica o la copertura cellulare, permettendo di monitorarle e, quando previsto, azionarle a distanza. Il nostro obiettivo non è rendere complicata la tecnologia, ma nasconderne la complessità dietro a qualcosa di semplice e accessibile. Le applicazioni sono concrete. Con Irritec lavoriamo sulle opportunità dell’agricoltura connessa, dalla gestione dell’irrigazione al monitoraggio di impianti distribuiti; collaboriamo con Eni, nostro Champion, su casi d’uso industriali per il controllo di asset remoti. E con il progetto E-Mobility SpaceLink, guidato nell’ambito dell’Agenzia Spaziale Europea, studiamo infrastrutture di ricarica off-grid intelligenti. Per cittadini, aziende e territori significa ridurre sopralluoghi, sprechi e tempi di intervento, garantire continuità operativa e rendere accessibili servizi anche nelle aree più isolate. In Sicilia, dove il tema dell’acqua, dell’energia e della distanza tra infrastrutture è molto concreto, queste soluzioni possono generare benefici immediati.

Cosa significa fare impresa in Sicilia, può essere un modello replicabile altrove?

Fare impresa in Sicilia significa confrontarsi con ostacoli logistici, scarsità di risorse e difficoltà nel reperire competenze. Ma significa anche imparare a innovare partendo da problemi reali, invece che da una tecnologia in cerca di applicazione. Abbiamo costruito Archimede a Siracusa con l’ambizione di essere globali senza dover andare via. Il percorso con ESA BIC, i partner industriali e gli investitori dimostra che il territorio può attrarre fiducia e capitali. Nel 2026 abbiamo chiuso un round seed da 1,5 milioni di euro in oversubscription: una raccolta superiore all’obiettivo iniziale, un segnale importante per un’impresa tecnologica nata in Sicilia. Credo che il modello sia replicabile: ascoltare i bisogni del territorio, trasformarli in prodotti scalabili, fare rete con ricerca, imprese e investitori. Il punto non è dimostrare che dalla Sicilia si può partire, ma che in Sicilia si può restare, creare valore e competere nel mondo.

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