Storie Web domenica, Novembre 1

Il governo prova ad accelerare sulle rinnovabili e, con la manovra, facendo leva sulla clausola di salvaguardia concessa da Bruxelles su richiesta dell’Italia, stanzia 1,2 miliardi per accelerare la diffusione degli impianti fotovoltaici di piccola taglia (fino a 1 MW) che accedono al meccanismo di sostegno previsto dal decreto FerX. Il provvedimento, come noto, stabilisce per gli impianti sotto 1 MW un accesso diretto agli incentivi – senza, cioè, passare dalle aste previste, invece, per gli impianti sopra quell’asticella – tramite registrazione sul portale del Gse e tariffa differenziata per fonte e taglia fissata dall’Arera.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

In campo 1,2 miliardi di euro per la concessione di contributi in conto capitale

La manovra autorizza, quindi, il Gse a concedere contributi in conto capitale per 1,2 miliardi complessivi (800 milioni nel 2028, 200 milioni nel 2029 e stesso importo anche nel 2030), in misura non superiore al 40% dei costi di investimento ammissibili a favore dei soggetti che accedono al FerX.

I criteri e le modalità attuative fissate per decreto

La misura è legata a un contingente complessivo di potenza pari a 3 gigawatt. I criteri, le modalità attuative del’intervento e il monitoraggio della spesa per gli investimenti saranno definiti con decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che dovrà essere adottato, di concerto con il Mef, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

Per la copertura 400 milioni arriveranno dagli oneri in bolletta

L’intervento sarà coperto per 800 milioni da iscrivere in un apposito capitalo dello stato di previsione del Mase per poter essere poi trasferito al Gse, regista della misura, mentre i restanti 400 milioni saranno recuperati in bolletta attingendo agli oneri di sistema e, in particolare, alla componente Asoa che finanzia gli incentivi alle fonti rinnovabili.



Condividere.