Storie Web giovedì, Ottobre 29

Una tecnologia quantistica basata sulla luce intrappolata su chip, sviluppata a Cisterna di Latina. È il progetto di QuantHum Edge, startup deep tech pontina che lavora con il centro di ricerca della Sapienza con sede a Latina (Ce.R.S.I.Te.S.). L’accordo copre ricerca, simulazioni e validazione tecnica.

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Il programma principale, Noesis, utilizza i polaritoni, quasiparticelle ibride luce-materia confinate in cavità fotoniche integrate. L’architettura è modulare: 108 qubit per modulo e fino a 92 moduli, per un totale di 9.936 qubit nello scenario massimo. I dati derivano da oltre 1.560 simulazioni condotte con i software Comsol e QuTiP, che la società definisce «evidenze in lab virtuale».

Le operazioni a due qubit richiedono 3-3,3 nanosecondi, con l’obiettivo di scendere a 1,2-1,4. La fidelity stimata è del 99,86-99,90%, con un target del 99,985-99,995%. Il throughput per modulo dovrebbe salire da 5,5-7 a 18 miliardi di operazioni al secondo. Il prossimo passo è il primo modulo fisico, il Dev-Tile, seguito da un prototipo pilota e da una configurazione in rack.

Accanto a NOESIS la società porta avanti due progetti. sAIpiens è un programma di ricerca su un’intelligenza artificiale ibrida che combina processori classici, neuromorfici e quantistici. L.I.S.A. è la proposta di un tecnopolo con Quantum Park, AI Park ed Energy & Mobility Park nell’ex centrale nucleare di Latina, di proprietà di Sogin dal 1999 e in fase di smantellamento.

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