«Abbiamo chiesto all’ambasciatrice Kimberly Guilfoyle di dimettersi», ha annunciato la nuova portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia in un briefing con la stampa. La notizia era già nell’aria: da inizio ottobre, infatti, l’ambasciatrice statunitense era finita nel mirino del dibattito pubblico, a seguito della pubblicazione di un’inchiesta svolta dal «Wall Street Journal» sulla sua condotta politica.
Ex procuratrice a San Francisco e Los Angeles, Kimberly Ann Guilfoyle è stata uno dei volti del canale televisivo «Fox News». La donna lavorò per la compagnia per più di un decennio, per poi andarsene nel 2018. Sembrerebbe che dietro a questo addio ci sia stato un ultimatum da parte dell’emittente televisiva, dopo che un assistente aveva accusato Guilfoyle di molestie sessuali. Già nel 2016 era stata presa in considerazione per la posizione di addetto stampa del presidente Donald Trump e per quattro anni – dal 2020 al 2024 – è stata ufficialmente fidanzata con Donald Trump Junior.
L’attività politica di Kimberly Guilfoyle ha attirato più volte l’attenzione dei giornali, soprattutto per una gestione dei fondi non sempre trasparente e responsabile. La recente inchiesta condotta dal «Wall Street Journal» si inserisce in questa scia: secondo quanto scoperto dal quotidiano, l’ambasciatrice avrebbe approfittato della sua posizione per fare pressione diplomatica, per esercitare ingerenza politica e per richiedere denaro. Sembrerebbe che Guilfoyle abbia chiesto una somma pari a cento mila dollari all’avvocato Eric Deters – nonché facoltoso donatore e alleato del movimento Maga (Make America Great Again) – per saldare un debito pendente con la sua carta di credito. In cambio, la donna avrebbe promesso a Deters l’accesso diretto ai vertici della Casa Bianca e ai principali funzionari dell’amministrazione. Le conversazioni incriminate sarebbero avvenute poco prima dell’udienza di conferma al Senato per il ruolo di ambasciatrice.
Ancora: durante una discussione con un ministro greco, Guilfoyle avrebbe minacciato la caduta del governo dicendo che «Possiamo farlo a qualsiasi Paese vogliamo. E possiamo farlo anche qui». L’ambasciatrice, poi, avrebbe accettato viaggi su jet privati e altri benefici, forniti da sostenitori o figure d’affari.
Dal canto suo, la donna respinge fermamente le accuse e dichiara di aver seguito le indicazioni del dipartimento di Stato. Anche per la vicenda che coinvolge Eric Deters fornisce la sua versione: l’avvocato le doveva quei soldi per eventi pubblici e servizi di consulenza. Intanto, il Governo Trump l’ha accompagnata alla porta: «É stata un ottimo asset per la nostra squadra e le auguriamo ogni bene», l’ha silurata la portavoce Zacharia.









