Storie Web martedì, Ottobre 13

Quattro grandi nomi per un museo senza pareti

Il cuore artistico del programma, sviluppato in collaborazione con l’Associazione Arte Continua, porta nella Tuscia quattro artisti di statura internazionale: Carsten Höller, noto per le sue installazioni interattive che coinvolgono fisicamente il pubblico; Eva Jospin, celebre per le sue foreste e architetture immaginarie; Chiara Camoni, che lavora sulla scultura e sui materiali naturali; e Nico Vascellari, la cui ricerca attraversa performance, suono e scultura. Le loro opere non saranno raccolte in un museo o in una mostra concentrata dentro un edificio. Saranno invece disseminate in una logica diffusa tra Civita, Bolsena e il paesaggio che le unisce: lungo strade, piazze, rive, botteghe e scuole. Accanto ai grandi nomi troveranno spazio anche giovani artisti, selezionati attraverso una open call.

La Tuscia Route 01

A collegare, anche fisicamente, i luoghi del progetto sarà la “Tuscia Route 01”, un nuovo percorso ciclopedonale di 15 chilometri tra i due centri. Un’infrastruttura che fa da spina dorsale al programma artistico e che apre la strada a un turismo lento e sostenibile, capace di far scoprire il territorio a piedi o in bicicletta, tappa dopo tappa, opera dopo opera. Per dimensioni e impostazione, «Arte che viene, arte che va» ambisce a diventare uno dei più importanti progetti di educazione all’arte contemporanea mai realizzati in Italia. La parola chiave scelta dai promotori è “confidenza”: l’obiettivo è che un’intera generazione della Tuscia entri in familiarità con l’arte di oggi, con un traguardo dichiarato di diecimila ragazzi coinvolti. Simbolo di questa missione sarà il “Baleno”, il bus-laboratorio itinerante disegnato dall’artista Tobias Rehberger con la Fondazione Reggio Children, che porterà l’arte direttamente nelle scuole del territorio. Intorno al Baleno si svilupperà un programma di attività educative e di alta formazione rivolto a studenti, insegnanti e giovani.

Le motivazioni della giuria

Nel proclamare i vincitori, il ministro Giuli ha sottolineato come il progetto sappia trasformare l’arte in un patrimonio permanente, in dialogo con il paesaggio, la storia e l’identità dei luoghi. Il ministro ha evidenziato la rete costruita tra istituzioni, imprese e cittadini, destinata a durare oltre l’anno della Capitale, la centralità della formazione dei giovani e la volontà di rendere il contemporaneo parte della vita quotidiana delle comunità. Un modello virtuoso, ha concluso, in cui la cultura diventa «eredità condivisa e motore di sviluppo per il futuro».

Arte contemporanea, Sindaco Civita di Bagnoregio “Vinta sfida quasi impossibile”

«Credo che sia una giornata storica per le nostre due città e per le loro comunità», ha commentato il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, «la dimostrazione che anche i piccoli borghi possono dire la loro nelle grandi politiche culturali del nostro Paese». Profili ha ringraziato la giuria e il Ministero per aver riconosciuto il valore educativo della proposta: «Da oggi iniziamo a lavorare per dimostrare che siamo meritevoli di questo grande risultato». Per il sindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte, la vittoria premia «un progetto serio e concreto che guarda alla formazione delle giovani generazioni e alla creazione di nuove opportunità per le nostre comunità». L’arte, ha aggiunto, può essere un motore di sviluppo per i piccoli borghi, contribuendo a mantenerli vivi. «Bagnoregio e Bolsena hanno saputo superare ogni campanilismo, unendosi in una visione comune per dimostrare che è possibile costruire un futuro ricco di opportunità anche lontano dalle grandi città».

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