È atteso in mattinata l’arrivo di Papa Leone XIV al policlinico Gemelli di Roma, dove verrà ricoverato per l’operazione al nodulo circoscritto al polmone. L’intervento si svolgerà nel pomeriggio di oggi – martedì 13 – o domani – mercoledì 14 ottobre – e la degenza del Pontefice durerà circa una settimana, secondo quanto dichiarato dal portavoce vaticano Matteo Bruni. Ciò significa che Leone XIV non potrà partecipare alla chiusura dell’incontro dedicato alla famiglia, prevista per domani, da lui convocato a dieci anni dall’esortazione apostolica «Amoris laetitia» di Papa Francesco. Però la prossima domenica il Papa potrebbe tenere l’Angelus affacciandosi dal decimo piano del policlinico, come già capitato con alcuni suoi predecessori. E il viaggio in Perù, programmato dall’11 al 17 novembre, rimane confermato.
Chi è il medico di Leone XIV
È Luigi Carbone il capo della Direzione di Sanità e Igiene del Vaticano – nominato dallo stesso Prevost nel giugno 2025 – e il coordinatore del personale sanitario che assiste il Pontefice. Specializzato nella medicina d’urgenza e sul pronto soccorso, Carbone ha una lunga esperienza al Policlinico Gemelli ed è stato anche al fianco di Papa Francesco durante il suo ricovero nella primavera dello scorso anno. Se l’organizzazione sanitaria vaticana si basa sulla collaborazione tra medici, infermieri e specialisti, Carbone rappresenta una figura chiave all’interno di questo sistema: assicura la continuità delle cure, predispone gli interventi necessari e coordina le risorse sanitarie in base alle esigenze del Pontefice. Il suo ruolo si rifà alla tradizione antica dell’archiatra, cioè il medico personale del Papa.
Com’è cambiata la comunicazione sulla salute dei Pontefici
Papa Francesco ha abituato il pubblico ad avere un aggiornamento alquanto costante e trasparente riguardo al suo stato di salute. La comunicazione sul tema è diventata più fitta negli ultimi anni, con la condivisione pubblica di bollettini medici, di aggiornamenti della Sala stampa vaticana e di dichiarazioni varie. L’annuncio di Leone XIV si inserisce in questa scia di apertura che ha permesso ai fedeli e ai giornalisti di seguire con maggiore continuità l’evoluzione delle condizioni cliniche dei Pontefici, in contrasto con la tendenza alla riservatezza che ha caratterizzato l’ambiente papale per decenni.
Che cos’ha il Papa
Una sorta di piccola moneta con un diametro inferiore ai 3 centimetri: appare così il nodulo nel polmone di Leone XIV. È un’opacità isolata che nelle immagini radiologiche appare più densa rispetto al tessuto circostante. Il nodulo, soprattutto se di dimensioni inferiori ai 6 millimetri, non è da associare automaticamente ad un tumore maligno: ci possono essere condizioni benigne, come cicatrici di vecchie infezioni, piccoli granulomi infiammatori o alterazioni autoimmuni. Le tecniche mininvasive, che hanno apportato grandi progressi nel campo della chirurgia toracica, permettono di intervenire con incisioni ridotte e favorire un recupero in tempi brevi.












