Storie Web martedì, Ottobre 6

L’Aula di Montecitorio ha approvato con 226 voti a favore e 147 contrari la fiducia posta dal governo sull’articolo 1 della legge elettorale. Tre gli astenuti. L’articolo contiene le regole del nuovo sistema di voto per la Camera dei deputati: cancellazione dei collegi uninominali previsti dal Rosatellum e introduzione di un sistema a base proporzionale con soglia di sbarramento al 3% e premio di maggioranza per la coalizione che supera il 42% dei voti. Un premio attribuito non in percentuale, ma in quota fissa di 70 deputati fino a un tetto di 220 deputati. L’articolo contiene anche le novità al testo apportate dal Senato in materia di preferenze e firme, sempre per quanto riguarda la Camera.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Capilista bloccati e preferenze

Le preferenze, bocciate a Montecitorio a metà luglio, sono state reintrodotte infatti in occasione dell’esame della legge da parte di palazzo Madama. Oltre al voto di lista, ogni elettore potrà infatti esprimere fino a tre preferenze in favore di candidati nel collegio plurinominale della lista votata tra quelli che non sono capolista. Il voto di preferenza si esprime tracciando un segno nel quadrato posto a sinistra del nome del candidato prescelto. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista. La quota di genere 40/60, inoltre, non vale per i capilista (che sono bloccati) ma solo per le liste nel loro complesso: una mancanza che certamente avrà un impatto negativo sulla rappresentanza femminile.

Il meccanismo delle firme

Quanto alla raccolta di firme per presentare la propria lista alle elezioni politiche sono esentati quei partiti (come Azione, Italia viva, Noi Moderati) che hanno costituito un gruppo parlamentare entro il 31 dicembre 2015. Mentre per chi non ha rappresentanza in Parlamento, neanche come componente nel gruppo misto, il tetto delle firme è stato alzato da 1.500/2mila a 6mila/7mila per ogni collegio, in totale circa 400mila. In questo modo si rende obiettivamente difficile la partecipazione alle elezioni di nuovi partiti come quello che sta formando sotto l’egida di Conte l’assessore capitolino Alessandro Onorato nell’ambito del campo largo (Progetto Civico Italia). Basteranno di 1.500/2mila firme per chi ha già (come i radicali di Più Europa e Futuro nazionale) o costituisce entro la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge una componente nel gruppo misto: servono 3 deputati o 1 senatore, ma occorre appoggiarsi a un simbolo elettorale presentatosi alle ultime elezioni politiche

Oggi voto di fiducia anche su articolo 2

Alle 15 sono iniziate le dichiarazioni di voto sulla fiducia sull’articolo 2 del testo cui seguirà il secondo voto di fiducia della giornata. Si tratta delle norme che regolano le elezioni del Senato. Analoghe a quelle previste per Montecitorio. Anche in questo caso scompaiono i collegi e viene introdotto un sistema proporzionale con premio di maggioranza per la lista o coalizione che supera il 42% dei voti. Il premio è attribuito non in percentuale, ma in quota fissa di 35 senatori fino a un tetto di 113 senatori

Via libera finale giovedì con voto segreto

Mercoledì toccherà alle dichiarazioni di voto sulla fiducia e il voto sull’articolo 3 (che modifica i confini territoriali dei collegi uninominali senatoriali della Provincia autonoma di Bolzano). Il via libera sul provvedimento, su cui è stato chiesto il voto segreto, è atteso per giovedì. Un passaggio ormai dato per scontato da tutti, vista la “minaccia” di Giorgia Meloni di un rapido ritorno alla urne in caso di bocciatura nel segreto dell’urna.

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