Ventimila lettere di compliance già inviate o da inviare nel giro di poche settimane, comunque entro la fine del 2026. Con l’obiettivo di invitare i contribuenti a dichiarare al catasto l’esistenza di fabbricati non presenti nei registri immobiliari. Il Documento programmatico di finanza pubblica dedica molti passaggi al lavoro di mappatura delle proprietà attualmente non regolarizzate. Un lavoro che, sottotraccia, va avanti da mesi (si veda «Il Sole 24 Ore» del 22 gennaio scorso). Ma che sta arrivando adesso ai primi risultati concreti.
La mappatura del territorio
L’obiettivo è aggiornare gli archivi catastali, inserendo al loro interno tutti quegli immobili o porzioni di immobili non dichiarati al fisco: pensiamo a piani non dichiarati, alla realizzazione di pertinenze sconosciute agli archivi pubblici (come depositi o box auto), alla costruzione di ampliamenti non catalogati negli archivi catastali e, persino, di immobili interamente irregolari. Per smascherare queste situazioni si sta lavorando, anche con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, tramite la fotointerpretazione delle cosiddette “orto foto”. La cartografia catastale viene, cioè, sovrapposta alle immagini aeree rese disponibili dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. In questo modo emergono le anomalie, sulle quali poi gli uffici dell’amministrazione finanziaria svolgono analisi e approfondimenti. Il lavoro, nel giro di pochi mesi, è già quasi arrivato alla conclusione: secondo il Dpfp, è stato completato sui territori di 95 province e già avviato in altre quattro. Il 96% del territorio nazionale è già coperto ed entro la fine dell’anno si arriverà alla ricognizione di tutto il paese.
Le rendite non adeguate
L’agenzia delle Entrate ha, insomma, già tra le mani il materiale grezzo che porterà a una lunga serie di verifiche e controlli. Si partirà, come già accaduto per i bonus edilizi, dai casi di irregolarità più evidente: le prime 20mila lettere riguardano fabbricati interamente non dichiarati. Nel frattempo, avanza anche l’altro filone di lettere e controlli: quello relativo alle irregolarità catastali degli immobili oggetto di ristrutturazioni agevolate con i bonus edilizi. Su questo fronte, nel secondo trimestre del 2026 sono state inviate lettere di invito alla compliance catastale per circa 21.600 immobili, sottoposti «a interventi di efficienza energetica o di miglioramento strutturale, finanziati in tutto o in parte da fondi pubblici dal 2019».
Le regolarizzazioni spontanee
Questa campagna va avanti dall’inizio del 2025. E, oltre alle regolarizzazioni direttamente collegate alle lettere, ha prodotto anche un “effetto alone”. Molti contribuenti, venuti a conoscenza dell’ondata di controlli in arrivo, hanno regolarizzato spontaneamente la propria posizione. Nel corso del 2025, così, sono state presentate spontaneamente dichiarazioni di variazione catastale «per un numero complessivo di immobili – per i quali sono stati fruiti bonus edilizi – pari a circa 70mila». L’incremento, rispetto all’anno precedente, è stato del 25 per cento.










