Storie Web sabato, Settembre 26

Roma si arricchisce di un’opera d’arte che ridefinisce il concetto di accessibilità e inclusione. Nel cuore del quartiere Testaccio, in via Galvani, è stato recentemente svelato un murale in rilievo che va oltre la visione, pensato per essere apprezzato anche da chi non vede o vede solo parzialmente. Un’iniziativa lodevole di IAPB Italia (Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità) in collaborazione con il Comune di Roma, che unisce arte urbana e un profondo messaggio di salute pubblica.

Murale (ufficio stampa Iapb Italia)

“Così bello che…lo vede anche un cieco”

L’opera, realizzata dall’artista Jerico Cabrera Carandang, è innovativa e particolare perché, grazie alla creazione di texture, volumi e parti in rilievo è “visibile” anche da chi non vede.

L’opera è intitolata “La vista è una perla preziosa, proteggila con la prevenzione” è un esempio straordinario di come l’arte possa diventare un veicolo di comunicazione universale. L’esperienza tattile permette a ciechi e ipovedenti di “leggere” e percepire il suo messaggio con le mani. Questo lo rende non solo un’immagine da osservare, ma un’esperienza fisica e inclusiva, che rompe le barriere e promuove una cultura dell’accessibilità.

Murale

Murale (Ufficio stampa Iapb Italia)

Il progetto nasce in occasione della Giornata Mondiale della Vista 2026 – promossa dalla Fondazione IAPB Italia ETS – Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, ente riconosciuto in ambito nazionale e internazionale per l’impegno nella prevenzione della cecità e nella promozione della salute visiva.

“L’iniziativa – spiega il presidente di IAPB Italia, Mario Barbuto – ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della diagnosi precoce. Nel contesto di tale campagna, l’arte urbana è e sarà un potente strumento di comunicazione e coinvolgimento sociale e sanitario. La pittura è lavorata in modo che la superficie non risulti solo visiva ma possa essere percepita e ‘letta’ anche al tatto. Questa scelta rende il murale non solo un’immagine da osservare ma anche un’esperienza fisica e inclusiva, capace di parlare simbolicamente anche a chi non vede o vede solo parzialmente. La vista è un dono talmente prezioso da essere apprezzato perfino da chi non vede o vede poco”.

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