Quindici milioni di euro. A tanto ammonta la somma di contributi messi in campo col Pnrr e investiti dal Centro di competenza nazionale Start 4.0 di Genova. Risorse che salgono fino a 28 milioni se si aggiunge il coinvestimento dei privati che, praticamente, raddoppia la somma di risorse rese disponibili attraverso il meccanismo moltiplicatore del Piano di ripresa e resilienza. A beneficiarne sono stati circa 220 progetti di altrettante imprese italiane; il tutto nell’arco di un paio d’anni. A fornire questi numeri sono state Paola Girdinio e Roberta De Donatis, rispettivamente presidente e responsabile esecutivo di Start 4.0 nonché Federico Barbieri, project manager del Centro di competenza genovese.
L’occasione per fare la summa dei progetti portati avanti è stata la presentazione, ieri, di Maia (Mixed-reality academy for immersive awareness), cioè la camera immersiva di Start 4.0 che è stata allestita presso la sede di Ansaldo Energia e lì sarà a disposizione di aziende ed enti che vorranno utilizzarla. L’impianto, del valore di circa 300mila euro, è uno di quei programmi che ha beneficiato, appunto, di un cofinaziamento a valere sul Pnrr.
La camera immersiva
«Maia – sottolinea Girdinio – nasce da una convinzione semplice: nei contesti ad alto rischio non basta spiegare, bisogna far vivere. Una procedura letta si dimentica, una situazione attraversata resta. Con questa infrastruttura mettiamo a disposizione delle imprese liguri, e in particolare delle pmi, una tecnologia che, da sole, difficilmente potrebbero permettersi».
La camera di far vivere virtualmente, ma come se si fosse sul posto, la stessa situazione a più persone contemporaneamente, chiamate a interagire, coordinarsi e decidere insieme. Un operatore può agire attraverso un visore mentre gli altri partecipanti seguono e intervengono sullo stesso scenario all’interno della camera; attrezzature fisiche possono entrare nella simulazione e le azioni di ciascuno modificano l’esperienza degli altri. Diventano così riproducibili non soltanto singole attività, ma dinamiche di squadra, procedure ed emergenze in cui il coordinamento tra le persone è parte integrante dell’addestramento.
Esperienze per addestrarsi a compiti difficili
Le esperienze che si possono creare per formare il personale sono molteplici. Consentono, ad esempio, di addestrarsi a gestire un’emergenza in un’infrastruttura energetica, con gli allarmi che scattano e le decisioni da prendere in pochi secondi; oppure di coordinare le manovre di un cantiere tra carichi sospesi; o, ancora, di muoversi in un’area portuale, indossando i dispositivi di protezione giusti. E si possono fare queste (e altre) cose in un ambiente dove l’errore si può analizzare, anziché subire.












