Storie Web lunedì, Settembre 21

Light Phone III è un telefono che non vuole fare quello che fanno i telefoni: nessun browser, nessun social e nessuno store da cui installare qualcosa. In alluminio, rotella fisica, batteria sostituibile con un cacciavite e un AMOLED monocromatico opaco da 3,92 pollici — l’e-ink del modello precedente è stato abbandonato perché troppo lento. Il sistema operativo LightOS offre solo «strumenti»: telefono, messaggi, musica, note, navigazione testuale. Nessun browser, nessun social, nessuno store da cui installare qualcosa. Costa circa 699 dollari: nel 2026 la sottrazione si paga più dell’accumulo.

Passando alla musica, Sony NW-A306 (~€350) ti permette di accedere alla tua libreria, offline, senza nessuno che decida cosa viene dopo. Riabilita l’album come forma: inizio, centro, fine. E ha una rotella fisica, che dopo dieci anni di vetro è una piccola vertigine.

Negli accessori, mi ha colpito la Freewrite Wordrunner. È un po’ estrema: e-ink più tastiera meccanica, nessun browser, nessuna scheda aperta accanto al pezzo. È l’unico modo conosciuto di impedirsi di «controllare velocemente una cosa» a metà paragrafo.

Alla voce eReader ci sarebbe Boox Palma 2 Pro (€400). Se non lo sai, sembra uno smartphone, ma non lo è. Quando lo accendi c’è un libro.

Infine ci sono i videogiochi, che sono forse il simbolo di questo ritorno all’analogico. Il retrogaming non è da tempo una nicchia. La pratica di giocare (e collezionare, e conservare) videogiochi di generazioni passate — in genere pre-2000 — ha un mercato preciso che si sta allargando anche alle giovani generazioni.

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