Secondo le Ferrovie ucraine, il treno con a bordo diplomatici europei e l’ex premier britannico Boris Johnson, che viaggiava dall’Ucraina verso la Polonia, potrebbe essere stato il vero obiettivo di un attacco russo che ha colpito il convoglio partito successivamente.
Il treno era partito appena prima di quello colpito da un drone russo al confine polacco, ed è stato fermato ma non evacuato. «È molto probabile che il bersaglio di questo drone russo potesse essere anche il treno diplomatico, partito dalla stazione in anticipo rispetto al previsto nell’ambito della revisione in tempo reale degli orari ferroviari, resa necessaria dalla costante minaccia di attacchi russi», ha dichiarato la compagnia ferroviaria.
«Ignoro quale logica distorta porti (Vladimir) Putin a far esplodere una locomotiva al confine polacco, ma è il tipo di attacco insensato che gli ucraini subiscono ogni giorno», ha commentato sui social Boris Johnson. «Quando daremo agli ucraini i sistemi di difesa aerea di cui hanno bisogno?», ha dichiarato l’ex leader conservatore britannico, al governo quando è iniziata l’invasione russa nel febbraio 2022.
Tusk: «L’escalation delle azioni russe sta diventando realtà»
Anche il primo ministro polacco Donald Tusk è intervenuto sulla vicenda. «L’escalation delle azioni russe sta diventando una realtà e ne emergono esempi sempre più vicini al nostro confine», ha dichiarato durante un briefing straordinario con i servizi di sicurezza che è stato convocato dopo l’attacco russo al treno vicino al confine polacco. Lo riporta l’agenzia Pap. «Gli attacchi sferrati nella notte indicano che i russi sono pronti a impiegare equipaggiamenti più pericolosi di quelli utilizzati finora, nello specifico droni a propulsione a getto – ha riferito Tusk -. Ciò che sappiamo e che possiamo prevedere è che le prossime settimane e i prossimi mesi saranno caratterizzati da un’attività fortemente intensificata da parte della Russia e, purtroppo, non possiamo escludere che tale escalation si estenda anche al nostro territorio».
Tajani: «Attacchi russi al confine polacco provocazione, non ci facciamo intimidire»
L’attacco russo di ieri a un treno in Ucraina vicino alla frontiera con la Polonia «è un altro segnale della Russia che dice: “Attenzione, non aiutate troppo l’Ucraina”». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani a 24 Mattino su Radio 24. «Certamente la Russia manda segnali, fa provocazioni, testa le reazioni dell’Occidente», ha aggiunto Tajani, secondo cui «in questo caso bisogna sempre essere fermi» perché «la Russia non può continuare con questa aggressività», ma «senza perdere» la capacità «di mediazione, di dialogo». «Certamente non ci facciamo intimidire, ma siamo sostenitori di una forte azione di pace e ci auguriamo che i colloqui si possano realizzare tra Putin e Zelensky e magari con la mediazione americana o ben venga anche mediazioni dell’India, della Cina», ha aggiunto il ministro a Radio 24.







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