Storie Web martedì, Settembre 8

Quaranta milioni di investimento, la conferma di 150 occupati e l’inserimento di altri 50. Sono i numeri per la rinascita dello stabilimento di Macchiareddu che dalla Bekaert passerà alla Nuova Icom, azienda sarda impegnata in ambito metalmeccanico con commesse che vanno dalla realizzazione di impianti industriali alle carpenterie metalliche, piping e grandi infrastrutture per i settori energia, Oil & Gas e rinnovabili.

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Il nuovo corso dell’azienda dello stabilimento situato nella zona industriale dell’area metropolitana di Cagliari, presentato nel corso di una conferenza stampa con la presidente della Regione Alessandra Todde, l’assessore dell’Industria Emanuele Cani e l’amministratore unico Alessandro Calledda, prevede la salvaguardia di tutti i posti di lavoro attuali, «allargando presto l’occupazione di 50 unità per un totale di oltre 200 addetti».

«Nel 2019 ero al Ministero dello Sviluppo quando Bekaert annunciò la chiusura del suo stabilimento toscano, mentre quello di Macchiareddu che produceva componenti metallici per pneumatici (steel cord) era considerato un’eccellenza – ha sottolineato la presidente della Regione -. Ora che la multinazionale lascia la Sardegna e il paese, noi abbiamo trovato una realtà in espansione e con cultura d’impresa radicata nella nostra Isola come la Nuova Icom che ha presentato un piano di riqualificazione serio e robusto. Come Regione, noi puntiamo ad avere una politica industriale che accompagni imprese come Nuova Icom e che aumenti l’occupazione e per questo abbiamo già finanziato un piano di formazione da 3 milioni per i lavoratori ex Bekaert e puntiamo presto ad attirare altri grandi gruppi per lanciare nuove filiere produttive».

Punto di partenza di questo nuovo percorso industriale e imprenditoriale, la base dell’azienda che si giova di commesse nazionali e internazionali. «Nuova Icom è una realtà che ha oltre mille lavoratori e clienti importantissimi come Saipem, che lavora su più siti e con le produzioni già attive nel Porto Canale, che punta a diventare un vero hub e a creare una nuova filiera dimostrando che in Sardegna si può fare buona industria – ha aggiunto Emanuele Cani, assessore regionale dell’Industria -. Già nei prossimi giorni renderemo noti nuovi risultati, una vertenza storica che sta per risolversi e che dimostra ulteriormente come in Sardegna sta per nascere una nuova industria».

L’acquisizione dello stabilimento dovrà chiudersi entro il 15 ottobre e, come sottolineato dall’amministratore unico di Nuova Icom, Alessandro Calledda, «prevede un investimento complessivo è di 40 milioni». «Noi però puntiamo a far tornare al lavoro subito gli addetti nelle nostre produzioni nelle officine del porto canale, mentre riqualificheremo lo stabilimento per la nuova produzione – ha rimarcato l’amministratore -. I lavoratori hanno competenze altissime e grande cultura del lavoro e puntiamo in poco tempo ad assumerne anche oltre i 50 nuovi previsti. Noi costruiamo strutture sottomarine per l’estrazione di gas e siamo fra i soli 15 al mondo in questa produzione, avendo clienti come Saipem, Eni, Total e la norvegese Equinor. Ci servono saldatori, carpentieri e tecnici metalmeccanici superiori e stiamo sviluppando una sorta di academy per trovarli sul territorio sardo».

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