Storie Web domenica, Settembre 6

Un nuovo caso di dengue è stato rilevato a Pisa. La malattia è stata confermata per una persona che ha soggiornato in due edifici della città di cui uno nella frazione di San Piero a Grado. A seguito della segnalazione dell’Asl Toscana nord ovest il sindaco Michele Conti ha firmato oggi l’ordinanza per gli interventi di disinfestazione nelle aree interessate contro la zanzara tigre.

Nel Pisano un precedente caso di dengue è stato registrato il 28 agosto, a San Giuliano Terme. Il 14 agosto invece segnalato a Pisa un caso confermato di Chikungunya. L’ultimo caso, dichiara oggi il sindaco, “ci impone anche una riflessione più generale sulle strategie di prevenzione adottate dalla Regione Toscana”. 

Come si trasmette la dengue

La dengue è una malattia infettiva trasmessa esclusivamente dalla puntura di zanzara, non da persona a persona. Il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, non presente in provincia, mentre esiste una possibilità minore di trasmissione tramite la zanzara tigre (Aedes albopictus), diffusa anche in Trentino.

La malattia è assente in Italia ma è frequente in alcune aree del mondo — in particolare Sud-est asiatico e Sud America — dove capita che i viaggiatori si infettino e sviluppino i sintomi al rientro.

Il decorso è solitamente benigno: una fase febbrile di circa una settimana, curata con terapia sintomatica per abbassare febbre e dolori muscolari. Solo in rari casi il quadro clinico si aggrava.

Sindaco Pisa: rivedere misure di prevenzione

“Dal 2022, con il Piano regionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi approvato dalla Giunta Giani, non è più consentito ai Comuni programmare trattamenti adulticidi preventivi a calendario; questi interventi vengono riservati alle situazioni straordinarie, come quella che ci troviamo ad affrontare oggi dopo la segnalazione di un caso di Dengue. Credo sia arrivato il momento di interrogarsi sull’opportunità di rivedere questa impostazione.
 

Le arbovirosi rappresentano ormai un problema di sanità pubblica con il quale anche i nostri territori devono confrontarsi e non possiamo limitarci a intervenire soltanto dopo che un caso viene segnalato”. Per questo Conti chiede al governatore Eugenio GIani e alla Regione “di rivedere il Piano e di restituire ai Comuni, naturalmente sulla base di criteri scientifici e sanitari rigorosi, la possibilità di poter tornare a programmare anche interventi adulticidi. Non si tratta di contrapporre la tutela dell’ambiente alla tutela della salute, ma di trovare un nuovo equilibrio tra queste due esigenze. Se l’evoluzione della situazione epidemiologica pone problemi nuovi, anche le strategie devono poter cambiare”. 
 

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