Storie Web mercoledì, Settembre 2

NAIROBI – Il giornalista Alex Kiprotich, vicedirettore al gruppo editoriale Standard Group, è stato rapito nella sera dell’1 settembre sulla strada Gilgil-Nakuru e rilasciato alcune ore dopo nelle vicinanze di una diga a più di 200 chilometri dal luogo del sequestro. Lo ha riferito lo stesso gruppo editoriale con una nota, riferendo che Kiprotich sta bene ma è «scosso» dal sequestro subito.

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Il giornalista aveva provato ad avvertire la sicurezza del suo gruppo editoriale con una telefonata al responsabile Tom Kypiegon, dicendo di essere «stato dirottato» prima che la comunicazione si interrompesse. L’episodio ha riacceso le polemiche sulle stretta alla libertà di stampa e al dissenso politico imputate da attivisti e organizzazioni alle autorità dello Stato, in un crescendo accentuato dalla proteste anti-governative del 2024 e in vista del ritorno alle urne nel 2027.

Il rapimento e i timori sulla stampa

Nella ricostruzione pubblicata dallo Standard, il quotidiano del gruppo, Kiprotich è stato prelevato da quattro uomini «mascherati» e armati di fucili d’assalto AK-47. I rapitori viaggiavano su una Subaru che sarebbe poi risultato «un veicolo governativo», sostiene lo Standard, aggiungendo che il giornalista ha risposto a domande sulle fonti degli articoli e la scelta dei titoli della testata. Lo Standard esprime una linea critica verso il governo di William Ruto e pubblica spesso inchieste sull’establishment keniota, un tratto caratteristico di quella che è considerato uno fra i panorami mediatici più vivaci e incalzanti su scala continentale. L’amministratore delegato dello Standard Group, Chaacha Mwita, ha riferito a Reuters che Kiprotich era già sfuggito a un tentativo di arresto di uomini armati in giugno e che entrambi gli incidenti possono essere ricondotti al suo lavoro giornalistico.

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