Pentagono: 50mila militari Usa impegnati nelle operazioni in Medio Oriente. Esercito israeliano lancia colpi di artiglieria in periferia Damasco
Israele, il piano del falco Smotrich: «giudaizzare» Negev e Galilea
di Roberto Bongiorni

GERUSALEMME – Giudaizzare. Non solo la Cisgiordania, ma anche i territori all’interno dello Stato di Israele con una forte presenza araba. L’ultima ricetta di Bezalel Smotrich per recuperare consenso sposta la sua battaglia nazional-religiosa dalla Cisgiordania alle periferie di Israele: il deserto del Negev, a sud, e la Galilea, a nord.
Con un annuncio a sorpresa, ieri il ministro delle Finanze ha svelato il programma del suo partito – Sionismo religioso – in vista delle elezioni del 27 ottobre. Il nome è emblematico: «Sì, giudaizzazione». La retorica anche. Lo slogan è «Ahmed ha ragione ad avere paura». In un video realizzato con l’intelligenza artificiale, un palestinese della Cisgiordania telefona a un arabo israeliano e dice: «Smotrich sta arrivando per fare a voi quello che ha fatto a noi. Prenderà il controllo delle terre, costruirà città e fattorie. Per noi è già tutto perduto».
Trump: «Stretto Hormuz è aperto, risposta Teheran molto debole»
Lo Stretto di Hormuz “è aperto”. Lo ha ribadito ad Axios il presidente americano Donald Trump. “La risposta iraniana è molto debole. Non vogliono che torniamo a colpirli. E’ questo il punto fondamentale. Il resto non conta”, ha aggiunto Trump. Nella notte il comandante del Centcom, Brad Cooper, ha affermato che “le rotte marittime riconosciute a livello internazionale nello Stretto sono libere dalle mine navali iraniane”, definendo il risultato “un traguardo importante”. Secondo funzionari americani citati da Axios, ogni notte transitano attraverso Hormuz tra le 20 e le 30 petroliere, circa la metà rispetto ai livelli precedenti alla guerra. Un funzionario Usa ha inoltre riferito che nell’ultimo mese l’Iran ha colpito circa il 2% delle navi transitate nello Stretto, pur continuando a tentare attacchi che nella maggior parte dei casi non vanno a segno.
Teheran, «Trump mostra sintomi schizofrenia su Hormuz»
Il viceministro degli Esteri iraniano per gli Affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha attaccato il presidente americano Donald Trump, paragonando le sue affermazioni sullo Stretto di Hormuz ai sintomi della schizofrenia. “La schizofrenia è un disturbo psicotico complesso e acuto, caratterizzato da alterazioni del pensiero e da una percezione distorta della realtà”, ha scritto Gharibabadi su X, allegando al post l’immagine condivisa da Trump nella quale lo Stretto viene presentato come “nuovo territorio” degli Stati Uniti. “I sintomi più comuni sono allucinazioni e deliri”, ha aggiunto il viceministro, secondo cui gli psicologi raccomandano che questi pazienti “siano monitorati e curati 24 ore su 24”.









