Due Eurofighter F-2000 della Task Force Air “Baltic Thunder III” dell’ Aeronautica Militare, impegnati nella missione Nato di difesa aerea sul fianco orientale dell’Alleanza, sono decollati venerdì 14 agosto in scramble (la procedura di decollo immediato a seguito di un alert) dopo la violazione dello spazio aereo lettone da parte di un drone. Gli equipaggi italiani hanno intercettato il velivolo senza pilota, procedendo al suo abbattimento secondo le procedure previste dall’Alleanza. Il drone abbattuto sarebbe ucraino, e sarebbe finito fuori rotta a causa delle interferenze elettroniche russe.
Caccia multiruolo di quarta generazione
L’Eurofighter F-2000 (noto internazionalmente come EF-2000 o Eurofighter Typhoon) è un caccia multiruolo di 4ª generazione avanzata (4.5G), sviluppato da un consorzio europeo formato da Italia, Regno Unito, Germania e Spagna. In Italia, la designazione ufficiale dell’Aeronautica Militare è F-2000A (per la versione monoposto) e TF-2000A (per la versione biposto).
Le caratteristiche
L’Eurofighter Typhoon ha un’apertura alare di 14,74 m, una lunghezza pari a 15,96 m, un’altezza di 5,28 m. Il peso massimo al decollo è di 23.500 kg. Per quanto riguarda l’impianto propulsivo, è costituito da due turbofan Eurojet EJ200 da 60kN a secco e 90kN con postbruciatore. La velocità massima è di 2.495 km/h; l’autonomia massima è di 2.900 km. L’equipaggio è costituito da uno o due piloti. Infine l’armamento: 1 cannone Mauser cal. 27 mm, fino a 6.500 kg di carichi esterni (missili AIM-9L Sidewinder, AIM-120 AMRAAM, Iris-T, Meteor; bombe guidate della serie GBU; serbatoi supplementari e pod di puntamento laser).
La disponibilità di questi caccia da parte dell’Italia
L’Italia, come spiega l’Istituto affari internazionali in un report sul Gcap, ha acquistato un totale di 118 Eurofighter, comprese le nuove varianti della Tranche 4, che rimarranno in servizio fino agli anni ’60 di questo secolo e saranno interoperabili con il Gcap.










