Nello Stretto di Messina è stato trovato il cosiddetto batterio mangiacarne che ogni anno provoca diverse vittime. L’attenzione è tornata alta dopo che negli Stati Uniti oltre dieci persone hanno contratto l’infezione, che può essere mortale. Infatti una persona su cinque colpita da Vibrio vulnificus non sopravvive. A causarne la sempre maggiore diffusione è l’aumento delle temperature. Si può contrarre in diversi modi, anche ingerendo frutti di mare crudi o poco cotti.
Vibrio vulnificus, virus mangiacarne (Wikipedia)
Il batterio mangiacarne in Italia
È arrivata leggermente in ritardo la notizia della presenza del batterio mangiacarne nello Stretto di Messina. La scoperta è dovuta a una ricerca condotta dall’Università di Messina che ha analizzato la diffusione del Vibrio vulnificus nelle acque tra la Sicilia e la Calabria e nel plancton.
Le conclusioni risalgono a 21 giorni fa, ma in questi giorni l’allerta si è alzata a livello mondiale perché la presenza negli Stati Uniti ha già causato la morte di diverse persone. Secondo l’analisi condotta da CBS News, negli Stati Uniti su circa 100 casi un terzo è fatale.
Una diffusione che aumenta di anno in anno per via dell’aumento delle temperature. Così nell’estate 2026, con il caldo record in gran parte d’Europa, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha alzato la guardia proprio sul noto batterio mangiacarne.
Come si diffonde
Il Vibrio vulnificus è capace di penetrare nel corpo umano in due modi. Il primo è la contaminazione più diretta, ovvero attraverso le ferite esposte a contatto con l’acqua salmastra, dove acqua dolce e acqua salata si mescolano, soprattutto se con temperature elevate. Attenzione anche ai tatuaggi appena fatti, perché questi presentano piccoli tagli invisibili a occhio nudo che però sono un ottimo ingresso per il batterio. Il secondo è invece attraverso il cibo e nello specifico i frutti di mare. Allerta maggiore per i frutti di mare crudi o poco cotti, il cui consumo aumenta soprattutto nella stagione estiva.
Mortalità del batterio mangiacarne
I numeri dei casi di infezione da batterio Vibrio vulnificus non sono alti, ma la percentuale di gravità dei sintomi o di mortalità è piuttosto elevata.
Il batterio in generale causa gravi infezioni alla pelle che si sviluppano come vesciche o fasce di pelle necrotizzata, mentre gli effetti più lievi sono diarrea, nausea, vomito e febbre.
Per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie c’è da fare attenzione tanto ai frutti di mare che si mangiano crudi o quasi, quanto a fare il bagno con ferite aperte. Le aree più a rischio sono nel tratto settentrionale del Mar Baltico, il Mar Nero e alcune parti del Mare del Nord.
Clostridium (AFP)









