Storie Web venerdì, Agosto 7

La genovese Velier aveva archiviato il 2025 con una flessione del 6%, ma il dato va letto nel contesto. «I primi tre mesi sono stati pesanti, con le modifiche al Codice della strada che hanno bloccato tutto», avverte il ceo Luca Gargano, individuando un secondo fattore nelle dinamiche del mercato parallelo su alcuni marchi chiave come Hendrick’s e Fever Tree. Il rimbalzo successivo è già visibile, infatti «se guardiamo la prima metà del 2026 siamo a +7%».

Compagnia dei Caraibi, società quotata in borsa, riporta un fatturato 2025 di 36 milioni di euro rispetto ai 56 dell’anno precedente. Il general manager Fabio Torretta chiarisce subito: «La differenza è da ricercarsi principalmente nell’uscita dal perimetro di due brand che avevano un peso rilevante all’interno del portfolio», piuttosto che nella contrazione del mercato di riferimento. Per il 2026, il primo semestre si assesta su ricavi consolidati tra 12,7 e 13,7 milioni (in flessione del 35/39,8%) con un avvio «leggermente rallentato, anche in relazione al contesto geopolitico generale».

Un mercato polarizzato, perde la fascia media

Il filo rosso che lega lo scenario è la polarizzazione. Il prodotto medio perde terreno su tutti i fronti; la fascia alta e le nicchie con identità forte tengono o crescono.

Luca Gargano colloca questo fenomeno in una prospettiva storica, dato che «sicuramente con l’euforia post-Covid c’è stato un momento un po’ sovradimensionato rispetto al passato». Rispetto al calo dei consumi, il patron di Velier non si dice pienamente d’accordo. «I prodotti originali e autentici, con veri contenuti naturali, non vedono questo calo. Si beve meno, ma meglio. E oltre all’autenticità, a guidare le scelte del consumatore più consapevole c’è anche la salubrità».

Anche secondo Gabriele Rondani «è un mercato che ha perso un po’ di slancio nei volumi, ma non è in crisi strutturale. Piuttosto sta cambiando pelle: meno consumo impulsivo, più selezione e maggiore attenzione al valore». Chiara Pigini aggiunge la prospettiva del distributore specializzato: «il consumatore esce meno spesso e sceglie con maggiore attenzione, premiando proposte chiare e ben posizionate».

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