Nella lunga lista dei compiti del consiglio dei ministri di domani ci sarà anche la “valutazione” sui prezzi dei carburanti, per capire se è il caso di intervenire ancora.
Nuovo esame
L’appuntamento era stato annunciato lunedì scorso dal ministro dell’Economia Giorgetti, al termine del consiglio dei ministri che aveva fatto ripartire i tagli delle accise, sospesi dal 3 luglio e riattivati solo sul gasolio.
Sotto esame finiranno i numeri mostrati dai tabelloni delle stazioni di servizio: che disegnano un quadro in peggioramento, leggero, rispetto a quello che otto giorni fa, dopo la sollecitazione della premier Giorgia Meloni, ha portato il consiglio dei ministri a rimettere mano alle forbici sul fisco dei carburanti.
Prezzi ancora su
Secondo il monitoraggio quotidiano del ministero delle Imprese, ieri il prezzo medio del gasolio è stato di 2,08 euro al litro, cioè 10,5 centesimi sotto al livello raggiunto quando il Governo ha deciso lo sconto di 17 centesimi. Senza nuovi interventi, l’accisa alleggerita tramonterebbe giovedì prossimo, e a meno di repentini cambi di rotta il diesel toccherebbe il massimo storico, 6-8 centesimi oltre i prezzi finiti lunedì scorso sul tavolo del consiglio dei ministri. In salita sono anche le quotazioni della benzina, che con gli 1,995 euro registrati ieri è ormai a cavallo della soglia psicologica dei 2 euro al litro che pochi giorni fa ha spinto l’Esecutivo a riattivare gli sconti sul gasolio.
Le prossime mosse
Tutto, insomma, sembra muovere verso un nuovo giro di sconti fiscali. Tranne i conti pubblici, dove le risorse non ci sono. O, meglio, non ci sono ancora. Nelle prossime ore prenderà forma infatti l’extragettito Iva di luglio, che si è formato soprattutto nella seconda metà del mese caratterizzata dai prezzi in salita. Ma come sa bene chi mastica questi numeri, le accise mobili non fanno miracoli. L’obiettivo è quindi di raggranellare una somma simile a quella che ha coperto l’ultimo intervento, che con 125 milioni di euro ha coperto 10 giorni di gasolio mini-sovvenzionato dal Governo. In questo modo si potrà replicare una misura più o meno analoga a quella messa in piedi la scorsa settimana, utilizzando solo l’Iva da caro carburanti come da progetto originario (Sole 24 Ore del 26 luglio). A meno che le esigenze politiche impongano un’altra volta di rifare i conti.









