Picchi di oltre 40 gradi a Firenze, Modena e Terni e notti “super tropicali”, con temperature minime che non scendono sotto i 25 gradi. La quarta ondata di calore dell’anno – che è cominciata nel corso di questa settimana dopo quelle che hanno colpito il paese a fine maggio, nella seconda metà di giugno e nella parte centrale di luglio – non dà tregua all’Italia, ma la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente. Nel fine settimana, secondo le previsioni di Lorenzo Tedici de iLMeteo.it, «sono previsti 41 gradi a Terni e 40 a Ferrara, Mantova, Modena e Parma, valori che insisteranno almeno fino a lunedì».

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Massima allerta

Il bollettino quotidiano del ministero della Salute sulle ondate di calore mostra una crescita esponenziale del numero delle città da bollino rosso, il livello massimo di allerta, che segnala condizioni di emergenza con possibili effetti negativi anche sulla salute di persone sane e attive, e non solo delle categorie più fragili. Ieri erano 11, oggi sono 19 e domani diventeranno ben 23. Tra i 27 centri urbani monitorati, dunque, domenica 2 agosto non saranno in rosso solo Ancona, Bari, Messina (che saranno in arancione) e Reggio Calabria (in giallo).

Secondo le opposizioni, il governo non sta facendo abbastanza per arginare gli effetti del cambiamento climatico. In un video postato sulle sue pagine social, la leader del Pd Elly Schlein ha sottolineato che «le città non possono essere abbandonate dall’inazione, dall’inerzia di un governo che sta sottovalutando quanto è reale e purtroppo concreto l’impatto dell’emergenza climatica».

Il caldo registrato in questi giorni sul territorio italiano, per Schlein, «non è normale. E no, non dobbiamo abituarci come dicono a destra. Dobbiamo prepararci. Sono già 12mila i morti in Europa per questa ultima ondata di calore e purtroppo l’emergenza climatica continua a fare vittime anche nel nostro paese. Pensate soprattutto alle persone anziane che con questo caldo hanno paura ad uscire di casa: anche questa è sicurezza urbana».

Incendi boschivi

Si sta poi intensificando l’emergenza incendi. Secondo i dati rilasciati da Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, durante la seconda decade di luglio sono aumentate significativamente le aree d’Europa percorse da roghi: si parla di circa 225 chilometri quadrati al giorno, come se bruciasse circa due volte tutti i giorni la superficie di Parigi.

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