Storie Web giovedì, Luglio 16

Dopo il pressing del centrodestra e il placet della premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Mario Roggero. Ma nel pomeriggio una nota del Quirinale ha informato che il Guardasigilli è stato ricevuto al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella «per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Una «questione di metodo»

Non è una questione di merito sulla grazia al gioielliere piemontese, fanno notare fonti del Quirinale, anche perché ancora non è stata resa nota la motivazione della sentenza della Cassazione sul caso Roggero e quindi il discorso sulla concessione o meno della grazia è assolutamente prematuro. Ma è una questione strettamente di metodo, che tocca i poteri del presidente della Repubblica, così come disegnati dalla Costituzione. Come infatti recita la sentenza n. 200 del 2006, richiamata nel comunicato del Quirinale, è riconosciuta «espressamente la possibilità che la grazia sia concessa anche in assenza di domanda», ma «in ogni caso l’iniziativa potrà essere assunta direttamente al presidente della Repubblica, al quale da tempo si è riconosciuto tale potere». Secondo l’Ansa, il presidente Mattarella avrebbe ripetuto, durante il colloquio, al ministro Nordio le parole di Luigi Einaudi: «È dovere del presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce».

Il via libera di Meloni e la nota dei capigruppo

Secondo il ministero di Via Arenula, l’apertura dell’istruttoria nei confronti del gioielliere 72enne di Grinzane Cavour, appena condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver inseguito e ucciso due ladri dopo l’assalto al suo negozio nell’aprile del 2021, è avvenuta d’ufficio, su impulso del Guardasigilli, ai sensi del comma 4 dell’articolo 681 del Codice di procedura penale («La grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o proposta»). In mattinata i capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d’Italia, Udc, Maie-Centro Popolare avevano avviato la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscriverla, proprio per inoltrare la richiesta al ministero della Giustizia.

«Riteniamo – si legge in una nota congiunta – che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto».

Il centrodestra si ricompatta su proposta Salvini

Intorno alla vicenda va dunque in scena un ricompattamento del centrodestra, nel giorno del via libera alla Camera della riforma della legge elettorale, dopo le plateali divisioni sull’emendamento in materia di preferenze.

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