Storie Web domenica, Luglio 12

Non è bastato il lungo carteggio di maggio e giugno. E non è bastata neanche la posizione del governo, in linea con quella di Bruxelles. La Commissione Ue ha deciso di non perdonare la Biennale di Venezia per il caso del padiglione russo e ha raccomandato ufficialmente all’Eacea (l’agenzia europea per la Cultura e l’Educazione) di stoppare i finanziamenti da 2 milioni destinati alla Fondazione. Ad annunciarlo è stata, su X, la vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen. «La cultura in Europa – finanziata con il denaro dei contribuenti – dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Tali valori non vengono rispettati nella Russia odierna», ha sottolineato la commissaria finlandese.

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Il caso del padiglione russo è scoppiato in primavera. Nonostante la contestazione mossa dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, la Fondazione ha tirato dritto, decidendo di ospitare il padiglione russo. La struttura, formalmente, non è mai stata aperta al pubblico e la Biennale ha sempre sostenuto che la sua presenza non violasse le sanzioni europee. Ma la polemica, dall’Italia, già nel marzo era planata su Bruxelles. La Commissione europea e l’agenzia Eacea hanno inviato diverse lettere alla Biennale per chiedere chiarimenti, prima e dopo l’apertura della kermesse e aveva avvertito la Fondazione che, fosse andata avanti, rischiava di perdere i fondi.

Il 9 maggio, tuttavia, la Biennale ha aperto. E il padiglione russo era presente. Era il giorno della festa dell’Europa e la coincidenza non ha fatto che aumentare l’irrigidimento dei vertici comunitari. Così come a Palazzo Berlaymont non hanno nascosto l’irritazione per le parole del vicepremier Matteo Salvini, che a Venezia il 9 maggio era presente.

«La decisione annunciata dalla Commissione europea di raccomandare lo stop al contributo di due milioni di euro alla Biennale di Venezia è francamente inaccettabile. La considero un atto di arroganza istituzionale e di ostilità senza precedenti nei confronti di una delle più prestigiose istituzioni culturali del mondo». Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia. «È il momento che le istituzioni italiane, a ogni livello, facciano squadra e serrino i ranghi. L’Europa non può entrare a gamba tesa in una realtà che ha fatto della libertà, dell’altissimo profilo culturale, dell’autonomia e della capacità di dialogo la propria bandiera».

Nel frattempo, tuttavia, i fondi europei sono destinati ad evaporare. Quella della Commissione nei confronti dell’Eacea è una mera raccomandazione, ma difficilmente non verrà formalizzata. Il caso Biennale, così come quello della presenza della Russia alle Paralimpiadi di Milano-Cortina, è stato tra l’altro implicitamente inserito nelle conclusioni del Consiglio europeo di giugno. «Finché non ci sarà una pace giusta e duratura in Ucraina, non vi dovrebbe essere una normalizzazione della partecipazione della Russia a eventi sportivi e culturali internazionali», recitava il testo delle conclusioni. E, nei giorni scorsi, l’Ue ha fatto sentire la sua voce anche nei confronti del Cio, dopo la riapertura di quest’ultimo alla partecipazione degli atleti russi.

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