Storie Web giovedì, Luglio 2

Azioni concrete per Gaza: le chiedono i Doctors Against Genocide e i Priests Against Genocide ai membri del Congresso Usa per «porre fine alla catastrofe umanitaria» in corso nella Striscia. Le richieste sono contenute in una lettera, inviata in occasione del 250esimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, che ricorda i principi di libertà e giustizia egalitaria dei padri fondatori. «Condividiamo la vocazione della guarigione» scrivono le organizzazioni internazionali di medici e sacerdoti, che contano una rete congiunta in 60 Paesi, unite per chiedere un incontro con i legislatori il 22 luglio.

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«Mille giorni dopo l’inizio dell’assedio di Gaza, oltre un milione di bambini rimangono intrappolati in condizioni inimmaginabili», dice il dottor Nidal Jboor, co-fondatore di Doctors Against Genocide, «il mondo non può voltarsi dall’altra parte. Deve agire».

Le organizzazioni chiedono il pieno rispetto delle leggi statunitensi sui diritti umani (leggi Leahy); il rigetto di quelle che intrecciano l’intelligence e le forze armate di Stati Uniti e Israele (sezione 219 e 622 del NDAA), a favore del blocco del trasferimento di armi tra i due paesi (Block the Bombs Act H.R. 3565); la liberazione dei quasi 10mila palestinesi detenuti senza giusto processo (tra cui i “Gaza 18 Doctors”) e la fine dell’espansione in Cisgiordania. È richiesto il ritiro delle Idf da Gaza, e di far rispettare il cessate il fuoco, garantendo gli aiuti umanitari nella striscia.

Il nodo dei finanziamenti all’Unrwa

La lettera chiede anche il pieno ripristino dei finanziamenti all’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per il soccorso dei profughi palestinesi. Tuttavia, l’agenzia Onu è al centro di uno scontro nell’ambito delle riunioni del Board of Peace in corso a Cipro. Sull’account X del Board è stato scritto: «L’Unrwa non avrà più posto nella nuova Gaza» giustificando la posizione con il rifiuto del «complesso sistema di dipendenza dagli aiuti e di conflitto perenne. Il popolo di Gaza merita di meglio». Tuttavia, ha replicato il commissario ad interim di Unrwa, Christian Sauders, l’agenzia ha «una forza lavoro di 11mila persone, paragonabile a quella di un servizio pubblico statale» e «circa 1,7 milioni di palestinesi dipendono da (questi) servizi».

Nella riunione il Board of Peace, secondo il quotidiano Israel Hayom, ha messo a punto «un programma pilota» al fine di dar vita a delle «zone umanitarie» fuori dal controllo di Hamas. A quanto sostiene il quotidiano, «nelle zone umanitarie saranno inviati aiuti, medici e cibo nel tentativo di allentare gradualmente la presa di Hamas sulla popolazione, pezzo dopo pezzo».

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