Storie Web venerdì, Giugno 26

C’è un paradosso nel lavoro digitale moderno: i computer sono sempre più potenti, ma gli schermi restano piccoli. Il laptop è diventato una macchina formidabile, capace di gestire video, fogli di calcolo, intelligenza artificiale e decine di applicazioni insieme. Peccato che tutto questo finisca compresso dentro 13 o 14 pollici.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

È un po’ come voler dirigere il traffico di Milano da una finestra di casa. ASUS ZenScreen OLED MQ16FC – per esteso questo è il suo nome – è un monitor portatile da 16 pollici pensato per chi lavora in movimento e vuole portarsi dietro una vera postazione dual screen senza trasformare lo zaino in un trasloco.

Il punto non è solo aggiungere un altro schermo. Il punto è ridurre il caos.

Davvero uno schermo in più è importante?

Asus qui punta su un pannello OLED da 16 pollici in formato 16:10 con risoluzione 1920×1200. Tradotto: più spazio verticale, colori migliori e neri profondi. Il vantaggio si vede subito, soprattutto per chi legge molto testo, lavora su fogli di calcolo o fa editing fotografico. Il 95% DCI-P3 strizza l’occhio anche ai creativi che hanno bisogno di una buona fedeltà cromatica fuori ufficio.

La funzione più interessante però non è il display. È il Power Pass Through, nome poco affascinante per una funzione molto intelligente. Significa che alimentazione e video viaggiano insieme in modo più efficiente. Meno cavi, meno caricabatterie, meno confusione sulla scrivania improvvisata di un hotel o di un coworking.

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