Il Protocollo siglato tra Confindustria e Cdp nasce «per dare risposte ai grandi nodi che le imprese italiane si trovano ad affrontare: credito, patrimonializzazione, innovazione, internazionalizzazione, transizione energetica, crescita dimensionale e, sempre più, l’abitare sostenibile dei lavoratori», ha dichiarato Angelo Camilli. Questo ultimo tema, particolarmente importante per il Veneto, è tra le priorità strategiche di Confindustria e tra i pilastri del Protocollo, ha sottolineato Camilli, ricordando che nelle elaborazioni del Centro Studi Confindustria, Venezia compare tra i territori nei quali il costo degli affitti risulta superiore alla produttività del lavoro. «L’emergenza abitativa è sì una questione sociale, ma anche economica e industriale, perché la carenza di alloggi di qualità a costi accessibili ostacola la mobilità dei lavoratori, rende più difficile attrarre competenze dall’estero, penalizza i nuovi insediamenti produttivi e riduce l’attrattività dei territori».
Sul DL Piano Casa del Governo, che punta alla realizzazione e messa a disposizione di 100 mila alloggi a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni, Camilli ha detto che «va nella direzione giusta; perché funzioni davvero, però, occorre che sia attuato rapidamente, che raggiunga anche i territori e i Comuni di dimensione medio-piccola (dove spesso il fabbisogno è più urgente) e che preveda misure fiscali e garanzie finanziarie in grado di attrarre operatori di mercato e capitali privati».
Per Paola Carron, «la sfida di crescere e di competere passa oggi da un rafforzamento strutturale del capitale e della governance, soprattutto per le pmi. Da una cultura d’impresa sempre più orientata alla crescita dimensionale, attraverso reti, aggregazioni, apertura del capitale per investire ed innovare. In questo quadro, l’accordo tra Confindustria e Cdp e l’impegno del gruppo di destinare alle imprese oltre il 60% delle risorse costituiscono una scelta strategica e una leva essenziale di politica industriale, anche per il Veneto. La crescita è una missione collettiva che deve vederci tutti attori protagonisti: istituzioni, associazioni d’impresa e sindacati, banche e finanza. Come Confindustria Veneto Est, sentiamo forte questa responsabilità, affinché produca risultati misurabili, diffusi e duraturi a beneficio dell’economia e dei nostri territori».
Per competere sui mercati globali, occorre accelerare sugli investimenti – in particolare quelli legati alla transizione green e digitale – e disporre di strumenti finanziari flessibili e accessibili, come osserva Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto: «Lo sviluppo delle nostre aziende non può giocarsi solo sul credito ordinario, fondamentale per la quotidianità ma non più sufficiente a livello strategico. È necessario un cambio di passo culturale che incentivi la diffusione dell’equity, ma soprattutto serve una grande operazione di sistema che coinvolga tutti gli stakeholder – parti sociali, banche, confidi e investitori – attorno a un piano del credito condiviso».











